CARTIERE – PARLA IL DIRETTORE DELLO STABILIMENTO DI FABRIANO, ANTONIO BALSAMO

Fabriano – Coniugare con sapienza tradizione ed innovazione nel settore carta, con una strategia d’impresa volta al miglioramento tecnologico e ad un percorso di sostenibilità, con particolare riguardo all’impatto ambientale. Ne parliamo con l’ingegner Antonio Balsamo, direttore dello stabilimento di Fabriano e direttore tecnico per l’area Marche del Gruppo Fedrigoni.

Ingegnere, l’emergenza Covid ha imposto delle manovre correttive al piano di sviluppo ed alle iniziative strategiche del Gruppo Fedrigoni?

L’emergenza globale legata alla diffusione del Covid-19 ha turbato il mondo intero, siamo tutti toccati da questo evento storico inimmaginabile, ma il Gruppo Fedrigoni non arretra di una virgola sul piano di sviluppo e sulle strategie intraprese: ”Barra dritta in piena tempesta”.

Per quanto riguarda gli stabilimenti di Fabriano e l’area Marche, nonostante il momento non favorevole a causa della pandemia, stanno procedendo le azioni di trasformazione intraprese dal gruppo nell’ultimo anno?

L’area Marche (Stabilimenti di Fabriano, Pioraco, Rocchetta e Castelraimondo) prosegue nella sua riorganizzazione valorizzando tutti i siti con investimenti mirati sia al miglioramento tecnologico che alla sostenibilità. Su questo ultimo punto, a me molto caro, la nostra generazione si giocherà la vera partita della vita. E’ ora che il mondo – e soprattutto l’Italia – apra gli occhi impegnandosi in un percorso di sostenibilità duraturo e serio, con riferimento all’impatto ambientale, sociale e di governance.

In base ai dati in suo possesso ed alla sua esperienza, operando nel nostro territorio, come procede il progetto di rilancio e su quali settori di produzione state canalizzando le vostre energie?

L’innovazione è la parola chiave, abbiamo brand in Fedrigoni la cui storia parla da sola, siamo tutti concentrati nell’ulteriore valorizzazione del marchio Fabriano e non solo. Le carte speciali sono la nostra caratteristica distintiva, è la storia che ce lo insegna. Non dimentichiamoci che la filigrana, nel processo cartario, è stata creata secoli fa proprio in questo territorio.

Lo scorso luglio si è tenuta la sua investitura ufficiale di Capitano dell’Arte della Pia Università dei Cartai di Fabriano.  Come ha vissuto e sta vivendo questa responsabilità quale guida della Pia Università, una tradizione millenaria e così importante per Fabriano?

La vivo con la disinvoltura e passione di chi ha voglia di “fare”, del resto vivo la mia vita con il piacere di viverla, nel bene e nel male, da sempre. La vita, insieme alla natura, sono il bene più prezioso che abbiamo.

La carta e la valorizzazione delle radici storiche della Filigrana, unitamente al riconoscimento di quest’ultima come Patrimonio culturale immateriale Unesco, possono far sì che tradizione ed innovazione rappresentino un valore aggiunto nei progetti strategici e di sviluppo del Gruppo Fedrigoni?

Non esiste innovazione senza una profonda conoscenza della storia e delle tradizioni. Il riconoscimento da parte dell’Unesco sarebbe la conferma di ciò che l’industria cartaria mondiale già riconosce all’arte della filigrana del territorio fabrianese. Il cammino è arduo, ma proseguiremo con ardente determinazione, mirando l’obiettivo senza timore alcuno, tutti insieme, per valorizzare questo territorio che tanto amiamo. Il risultato finale lo designerà la storia e lo accetteremo, in ogni caso, a testa alta.

Gigliola Marinelli

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