DON UMBERTO ROTILI: “ABBIAMO A CUORE IL NOSTRO OSPEDALE”

di Marco Antonini

Fabriano – Don Umberto Rotili, 44 anni, dallo scorso mese è il nuovo vicario foraneo di Fabriano. Da tempo l’entroterra cerca di difendere l’ospedale Profili da possibili tagli e accorpamenti.

Purtroppo se l’entroterra (io compreso) avesse davvero voluto difendere l’ospedale, non ci troveremmo adesso con questi problemi. Il fatto è che tutti abbiamo scelto a volte il silenzio, molto più facile, invece che la denuncia di ciò che accadeva sotto i nostri occhi. Personalmente penso di non aver fatto abbastanza, anzi forse niente per difenderlo. Avrei voluto sinceramente espormi di più, spero che non sia troppo tardi per poter portare un contributo effettivo alla nostra causa. Di certo i vescovi, dal vescovo emerito Vecerrica, al vescovo Massara, si sono fatti sempre vicini a chi cercava di difendere l’ospedale. Sono stati vicini alla questione della sanità pubblica: la Chiesa non può sottrarsi dall’impegno di difendere tutti coloro che non hanno voce o che a volte hanno una voce debole da non poter essere udita. Vale per i lavoratori, per i bambini, per i malati.

Cosa chiede la Diocesi alla nuova Giunta regionale?

Abbiamo visto come di fronte a situazioni impreviste incerte, si è fatto ricorso a tutte le strutture sanitarie possibili per poter garantire la sicurezza dei malati. Non dobbiamo aspettare un’altra pandemia per difendere l’ospedale. E’ necessario che prendiamo coscienza adesso che la salute merita la nostra attenzione. La sanità non deve pagare le spese di politiche scellerate. Io sono indignato, dopo 7 anni come cappellano dell’Hospice, che questo reparto che dà dignità a tanti malati, e a tante famiglie che da soli non riuscirebbero ad accudire i malati terminali a casa, sia stato sbattuto fuori dell’ospedale con false motivazioni e per ”giochi di potere”. Per fortuna recentemente è rientrato al Profili, al suo posto.

Cos’è l’Hospice?

E’ un angolo di paradiso sia per il personale che ci lavora, sia per la bellezza delle stanze e per la cura di ogni particolare. Rende la vita degli assistiti e delle loro famiglie nettamente migliore soprattutto quando si sa che sono gli ultimi istanti da condividere con chi si ama. Molti fabrianesi, poi, durante i funerali, raccolgono offerte per l’Associazione Oncologica che promuove e regge l’Hospice.

Un insegnamento evangelico.

Vale per tutti i reparti: non possiamo pensare sempre solo ai soldi: la persona umana deve venire prima di ogni cosa. Non può essere solo una questione di conti e di numeri.

Diversi consiglieri regionali eletti provengono dalla “montagna”.

Spero che chi è stato eletto dall’entroterra non se lo dimentichi. Un buon politico non è per se stesso, ma per mettersi a servizio di coloro che lo hanno eletto e di tutto il popolo che rappresenta. Torniamo a fare vera politica!.

Non abbiamo un reparto di Pediatria ed oggi il servizio è svolto in modalità ambulatoriale. 8mila bambini non hanno il loro punto di riferimento.

Sono già in contatto con l’associazione che si è sempre occupata di promuovere il reparto di Pediatria. Li voglio sostenere, incoraggiare, aiutare. Credo che il nostro territorio non può essere abbandonato e che i bambini, che non hanno voce per potersi difendere, vadano tutelati da noi.

Il servizio “Pastorale della Salute”, nel silenzio, lavora ogni giorno in ospedale.

Svolge un ruolo molto importante nella cura del malato, ma dovrebbe aumentare le proposte, il tempo dedicato i malati, i servizi in ospedale. Ritengo essenziale che il nuovo cappellano possa dedicarsi anima e corpo a sostenere ogni malato e le loro famiglie. L’ospedale è come fosse un’altra parrocchia della città. Ognuno possa trovare anche nella malattia la dignità di continuare a sentirsi persona umana, amata da Dio e sostenuta dalla comunità.

Sei in quarantena ancora alcuni giorni perché entrato in contatto con un positivo. Emergerà ancora una volta il tuo essere artista e scrittore?

Mi affido al Signore. Ho appena dato l’ok per la stampa definitiva al mio secondo romanzo “Alchimia delle Stelle”. Mi dedicherò a scrivere nuovi testi teatrali e commedie. I miei parrocchiani sono avvertiti! Tornerò con ancora più idee e in difesa della città.

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