“A ROMA PER LA PEDEMONTANA FABRIANO-SASSOFERRATO”

di Marco Antonini

Fabriano – La Pedemontana Fabriano-Sassoferrato-Cagli è incompiuta da 50 anni. Il sindaco della città della carta, Gabriele Santarelli, è in procinto di recarsi, a breve, al ministero: “Va completata tramite i fondi del cratere sismico”. Il Comune avanza nuovamente la richiesta a Roma. Atteso, infatti, un incontro di una delegazione dei sindaci dell’entroterra con il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico per spingere verso la realizzazione della Pedemontana. Un primo appuntamento nella Capitale era previsto alcune settimane fa, poi è saltato. Adesso si attende nuova convocazione per consegnare la lettera sottoscritta da tutti i sindaci del territorio coinvolto, dai Presidenti delle due Unioni Montane interessate e dalle associazioni di categoria. Si chiede di inserire la realizzazione di questa arteria fondamentale tra quelle strategiche per lo sviluppo del territorio interno e delle aree colpite dal terremoto. La Pedemontana Fabriano-Sassoferrato-Cagli è incompiuta da 50 anni e lo stop ai lavori, dopo tanti anni, grida ancora vendetta e sono in molti a sostenere che quella strada oggi avrebbe dato linfa vitale a un territorio in difficoltà con vie di comunicazioni difficili. Nelle campagne, in prossimità di Nebbiano, ancora si vedono i primi lavori, effettuati ormai 50 anni fa e l’obiettivo, da tempo, è quello di far ripartire il cantiere. Secondo il sindaco di Fabriano “le risorse provenienti dall’Europa, unite alle semplificazioni sui lavori pubblici ci spingono ad accelerare su questo percorso”. La strada avrebbe dovuto collegare Fabriano, Sassoferrato con la zona di Cagli e Arcevia, ma oggi è soprannominata l’incompiuta più longeva l’Italia. Già due anni fa il sindaco Santarelli aveva inviato una richiesta al Ministro delle Infrastrutture, all’Anas, al Commissario straordinario per il sisma, De Micheli, e al vicecommissario per il sisma, il governatore Ceriscioli, per inserire quest’opera all’interno del “Piano di potenziamento della viabilità di accesso al cratere del sisma 2016”, per finanziarla proprio con i soldi del terremoto.

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