TORNA L’HOSPICE, SPECIALITA’ CHIRURGICHE ACCORPATE. 12 LETTI IN MENO

di Marco Antonini

L’ospedale di Fabriano sembra soffrire per colpa di una programmazione che negli anni non ha concesso il giusto organico all’unica struttura dell’entroterra. Nonostante l’ottima performance in fase d’emergenza come unico ospedale “no covid” di Area Vasta 2, (qui sono arrivate tutte le urgenze chirurgiche), la carenza cronica di personale, anche infermieristico, pesa e non poco. L’ultima riorganizzazione è quella di ieri.

I vertici, infatti, hanno comunicato ai sanitari che da lunedì rientrerà l’Hospice, il reparto per i malati oncologici terminali che in questi mesi è stato trasferito provvisoriamente a Sassoferrato. Questo determina che i pazienti attualmente ricoverati qui, meno di 5, torneranno a Fabriano. Per mancanza di infermieri, però, bisognerà accorpare altre strutture invece che assumere e pianificare a dovere la sanità dell’entroterra, magari contrattualizzando un turno infermieristico in più. Così i reparti di Otorino e Oculistica andranno, temporaneamente, almeno per l’estate, presso il reparto di Ortopedia. A conti fatti, di conseguenza, si perdono almeno 12 posti letto. Tanti in un periodo in cui bisogna pure recuperare visite e interventi non urgenti che sono stati posticipati, da marzo, causa coronavirus.

Ci si chiede, ancora una volta, quale futuro avrà l’ospedale Profili. In campagna elettorale, entrata già nel vivo, la domanda è lecita. In molti si interrogano su quali saranno le scelte, sia politiche che sanitarie, che verranno adottate, prossimamente, al Profili. L’anno scorso, in occasione del piano ferie estivo 2019, fu il turno del reparto di Medicina del dottor Onesta. I posti letto tagliati, 10 in tutto, infatti, non furono riattivati con l’arrivo dell’autunno. Adesso, quindi, si auspica che questa soluzione tampone di mettere insieme tre specialità chirurgiche sia veramente temporanea e non preludio ad altri tagli che a due mesi dalle elezioni farebbero solo riflettere. E pensare che in più occasioni è stata ribadita l’importanza chirurgica dell’ospedale fabrianese. Solo in piena pandemia Covid ha fatto più di 200 interventi chirurgici al mese con pazienti di tutta Area Vasta 2 e non solo. Nei prossimi anni, poi, dovrebbe sorgere anche la nuova palazzina che ospiterà le sale operatorie di nuova generazione e completamente antisismiche in una nuova struttura non lontano dal Pronto Soccorso. Segnali che si dovrebbe investire sempre più sulla chirurgia.

Adesso, però, si sacrificano alcuni reparti per permettere il ritorno dell’Hospice. Otorino e Oculisitica vengono temporaneamente ridimensionati e il potenziamento di Ortopedia congelato. I medici che avevano chiesto l’aspettativa per trasferirsi da Area Vasta 3 all’Ortopedia di Fabriano, infatti, non l’hanno ottenuta nonostante un primo pronunciamento a loro favore da parte del Giudice del Lavoro. Si attende, comunque, la sentenza definitiva la prossima settimana. In Ortopedia ad oggi lavorano 3 medici più il primario, Aucone. Numeri contenuti che mettono a rischio la continuità del servizio.

Capitolo a parte i primari: dovranno arrivare, prima o poi, i concorsi per il nuovo responsabile di Anestesia e Odontostomatologia. Nonostante le ottime performance dei mesi Covid (da Fabriano è partito il progetto dei tamponi in auto ripreso in molte regioni) la popolazione e gli addetti ai lavori si interrogano, a due mesi dalle elezioni, sul futuro dell’ospedale e sul perché si continua a ridurre le prestazioni e i posti letto. Sperando di non fare la fine del punto nascita.

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