SS 76, FONDI ALLE IMPRESE CREDITRICI ASPETTANDO LA FINE DELL’OPERA
SS 76. Una storia iniziata 16 anni fa. Era il 2006 quando avvenne il primo affidamento dei lavori Quadrilatero – maxi lotto 2 comprendente la tratta Fossato di Vico-Fabriano-Borgo Tufico-Serra San Quirico e la Pedemontana Fabriano-Muccia. Un percorso travagliato, non solo per gli automobilisti tra cantieri e deviazioni. Negli anni 2011-2013, infatti, ci fu il primo fallimento, per problemi finanziari, di Btp e Impresa spa, le due general contract impegnate nel completamento dei lavori della SS 76. Nel 2015 subentrò il terzo contraente generale: Astaldi, uno dei primi gruppi italiani del settore, che è arrivato a realizzare più dell’80% dell’opera. Passarono tre anni e nel 2018 arrivò il blocco dei lavori per problemi economici di Astaldi. Rischio incompiuta dietro l’angolo tanto che molti cittadini protestarono lungo le gallerie. I lavori ripresero il 6 marzo 2019. Sei mesi fa l’apertura, a quattro corsie, della tratta Campodiegoli-Fossato di Vico. Lavori in corso, invece, nel versante fabrianese. Da Borgo Tufico a Serra San Quirico bisognerà attendere ancora poco meno di un anno per vedere l’opera completata, area Valtreara sotto sequestro causa ritrovamento fusti cromo esavalente permettendo. “Un’opera che si va completando lentamente a causa delle difficoltà economiche di Astaldi ancora in concordato” dice Gilberto Gasparoni, Confartigianato. Sono stati, infatti, anni di tante criticità economiche. Adesso con il fondo “Salva Opere” l’obiettivo è quello di mettere al riparo i subappaltatori che senza alcuna colpa sono stati travolti dalla crisi dell’azienda capofila che aveva vinto un appalto statale.
La notizia che tante imprese marchigiane attendevano è arrivata: è stato firmato sabato mattina 20 giugno il decreto dirigenziale al Ministero che permette la ripartizione dei primi 45,5 milioni di euro del fondo “Salva Opere” alle imprese che, l’anno scorso, ne hanno fatto richiesta. Sono 522 i pagamenti da effettuare a 400 aziende, diverse delle quali hanno lavorato anche tra Marche e Umbria lungo la direttrice Ancona-Perugia. Complessivamente le imprese vantano crediti per 129 milioni di euro. Di questi entro luglio-agosto arriveranno i primi 45,5. “E’ un atto importante per le imprese che stanno attraversando un grande periodo di difficoltà anche a causa della pandemia e per mancanza di liquidità. Confartigianato Trasporti Marche – dice Emanuele Pepa, copresidente del Comitato Creditori Astaldi Marche e Umbria – auspica che gli importi siano erogati quanto prima e che contemporaneamente venga messa in pagamento la seconda tranche utilizzando lo stanziamento di 40milioni previsto dal Decreto Rilancio in fase di conversione”.
“In questo caso – dice Patrizia Terzoni, deputata M5s – lo Stato interviene pagando buona parte dei crediti che spettano per i lavori svolti interrompendo le crisi a catena che moltiplicano gli effetti negativi coinvolgendo migliaia di imprese e di lavoratori. Il Fondo “Salva Opere” sarà poi finanziato costantemente con il versamento di una parte dei ribassi degli appalti pubblici dello Stato. Consentirà alle aziende sub-appaltatrici di vedersi rimborsato fino al 70% del credito per il lavoro svolto e non retribuito”. Soddisfazione è stata espressa da Maurizio Coltorti, M5s, presidente della commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama. “La firma al decreto attuativo per il primo piano di riparto da 45,5 milioni – ha detto – dà ossigeno a 525 creditori dei general contractor falliti che percepiranno direttamente le risorse che spettano loro e senza che queste possano andare a compensare eventuali debiti verso il Fisco”.

