Fabriano post Covid-19, a tu per tu con il consigliere Giovanni Balducci

Una panoramica preoccupante sulla situazione dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulle condizioni in cui la città di Fabriano si trova ad affrontare la ripresa, post emergenza da Covid-19, quella che l’ingegner Giovanni Balducci, consigliere comunale di opposizione, prospetta ai residenti nella città della carta. Lo abbiamo incontrato, uscendo dal circo mediatico dei social, per capire quali sono le necessità che richiedono un intervento nell’immediato.

Ingegner Balducci, da consigliere comunale, ma anche da professionista nel settore dell’edilizia, può tracciare un quadro della situazione in cui versa attualmente l’Ufficio Tecnico Comunale? Si vocifera anche qualche tensione in Comune con l’attuale dirigente, l’ingegner Vincenzo Capaldo, cosa sta accadendo?

Prendiamo atto della realtà: ad oggi l’Ufficio Tecnico Comunale è certamente statico ed inintelligibile in conseguenza di scelte amministrative inopportune, intempestive e prive di ogni minima programmazione. Sorvoliamo sulle due procedure selettive fatte dall’Amministrazione per individuare il Dirigente del Settore Assetto del Territorio che di fatto hanno “bloccato” l’attività di tutto il settore per un ragguardevole lasso di tempo. Rivisitando l’ultimo periodo, possiamo asserire di aver assistito ad una progressiva involuzione, sia nell’ambito dei lavori pubblici che in quello dell’edilizia privata. I lavori pubblici più impegnativi (ad esempio l’intervento sul Fiume Giano) e quelli di ordinaria/straordinaria manutenzione della città e delle frazioni sono diventati chimere, arabe fenici: basta guardarsi intorno, le parole sono superflue!!! Per quanto attiene il comparto dell’edilizia privata, determinante e nodale per incentivare l’economia locale oltre che per i riflessi positivi che avrebbe anche sul piano occupazionale ed ancorché per i sostanziali benefici per le casse comunali, si riscontrano una quantità rilevante di pratiche giacenti negli uffici comunali in attesa di autorizzazione. In siffatta situazione è scontato che per la risoluzione delle succitate problematiche non può essere sufficiente la sola buona volontà del Dirigente del Settore specifico; sono necessari atti di indirizzo e precise programmazioni da parte degli amministratori. Tangibilmente tali atti, tali proposte o decisioni sono completamente assenti: ciò ha alimentato probabilmente un clima di tensione fra la parte gestionale e quella (diciamo così) politico-amministrativa. Non sarei sorpreso se ci fosse un ripensamento sulla figura del Dirigente Ing. Vincenzo Capaldo ma, di certo, sarebbe da annoverare quale ennesimo fallimento di questa inconcludente Amministrazione.

Parliamo di viabilità cittadina. E’ tornata alla ribalta la questione delle rotatorie, in particolare quella prevista in zona Pisana oltre all’ipotesi che il Comune sta studiando per il Biciplan, il progetto per la ciclabilità della città di Fabriano. Cosa ne pensa?

Ricordo un Consiglio Comunale del luglio 2017 nel quale, con malcelata soddisfazione, l’attuale Amministrazione definanziò e stornò le risorse disponibili per le rotatorie previste all’incrocio della Pisana ed a quello dell’Ospedale, interrompendo un iter già avviato. Risultato: sono ancora in loco gli ultimi due incroci regolati da impianti semaforici, con il loro patrimonio di code ed attese prolungate delle auto e/o dei mezzi pesanti e con la ulteriore conseguenza della concentrazione di “polveri sottili” (per di più in corrispondenza dell’incrocio della Pisana ora ci sono le scuole!!!) Leggere, a tre anni di distanza, che “…un focus particolare si è attivato per risolvere il difficile nodo dell’incrocio della Pisana …” e riscontrare: che nella sostanza l’elaborato planimetrico ripropone una soluzione già vista (non poteva essere altrimenti stante la sedimentazione del costruito); che per arrivare alla similare conclusione di tre anni addietro si è passati per il PUMS, il Biciplan ed innumerevoli altre elucubrazioni mentali; sotto un certo punto di vista rinfranca in quanto attesta che ciò che si era intuito e progettato tempo fa era la soluzione appropriata ma, da cittadino, stizzisce perché certifica che si è perso solo tanto tempo ed altro ne trascorrerà prima di vedere realizzata l’opera!!!

Con la stagione estiva ai blocchi di partenza, molti cittadini lamentano la situazione di degrado in cui versa la piscina dei Giardini Regina Margherita. A che punto siamo con i lavori?

Mi associo alle rimostranze dei cittadini. Osservare questo stato di incuria e di trascuratezza, genera afflizione: nella sostanza la piscina è stata trasformata in una vasca per la raccolta dell’acqua meteorica. E pensare che nell’agosto dello scorso anno si era annunciata trionfalmente “la rimessa a posto della città” a partire da questo luogo simbolo: pavimentazione esterna nuova, pavimentazione interna in resina, casottino abbellito con i murales…. Parole!!! Non è servita neanche, nell’ottobre dello scorso anno, una sollecitazione in Consiglio Comunale volta a comprendere lo stato delle opere e la motivazione in ragione della quale fosse stata realizzata quell’oscenità chiamata “casottino”; con sbalordimento e sconcerto si è appreso, in sede consiliare, che nessuno aveva esatta cognizione di ciò che era stato realizzato. Grandi rassicurazioni che tutto sarebbe stato rivisto, riconsiderato e risolto: il risultato degli impegni e delle assicurazioni lo possiamo appurare. L’arch. Goffredo Papi che negli anni 1947/1948 progettò tale manufatto di certo non avrebbe mai postulato che alla sua opera fosse addossata una “indecenza edilizia” come il “casottino”!!!

Il “compattatore” in centro storico è un altro problema sollevato dai cittadini e da alcuni commercianti del centro. Riusciremo a mettere la parola fine a questa annosa questione?

Quella del “compattatore” è una storia travagliata sin dalle origini: non è riuscito a svolgere la funzione per la quale l’assessore all’ambiente di qualche legislatura addietro lo aveva installato, mutuando l’idea da un sistema di raccolta differenziata attuata in altre realtà. Il “refrain” dell’ultimo periodo è il solito: due anni fa la réclame (con commozione!!!) del ripristino del “compattatore”; poi l’abituale oblio. Pochi giorni fa si ripropone il proclama sul “compattatore”:”…dopo tanti anni di abbandono finalmente torna a svolgere  la sua funzione … grazie alla collaborazione tra Comune, Anconambiente ed Ecofil… nei prossimi giorni verranno posizionati i dissuasori con le catenelle per evitare che ci parcheggino sopra.”   Al solito, ad oggi, siamo in attesa!!!

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha pesantemente provato l’economia delle famiglie e delle aziende del nostro comprensorio. Secondo lei la politica sta facendo abbastanza per supportare cittadini ed imprese in questo difficile momento di graduale ripresa?

La risposta è nella constatazione di ciò che è accaduto nella nostra città per quasi tre mesi: tutti gli uffici comunali, ad eccezione dei servizi demografici previo appuntamento telefonico, sono stati preclusi all’accesso pubblico; l’edificio comunale desolatamente e mestamente chiuso. Con la fase emergenziale iniziata nel marzo u.s. è incredibile venire a conoscenza che solo a fine maggio il responsabile della sicurezza si apprestava a compiere un sopralluogo nella sede comunale per verificare le azioni da porre in essere per consentire l’uso in sicurezza degli uffici ai dipendenti e la fruizione dei locali ai cittadini!!! E’ indubbio: qualche amministratore si è distratto!!! Una precisazione: in altri Enti Locali (più o meno vicini al nostro) tutti gli uffici comunali, seppure con la presenza di un numero ridotto di personale dipendente e con l’adozione di opportune misure di sicurezza anti-Covid 19, hanno garantito alla comunità l’apertura ed il funzionamento degli uffici pubblici.

Secondo lei, dopo questi primi tre anni di amministrazione pentastellata a Fabriano, il cambiamento e la semplice rivoluzione proposti in campagna elettorale dal Movimento Cinque Stelle, hanno trovato attuazione all’atto pratico?

Questa Amministrazione di parole, di annunci, di proclami, di propaganda, di un continuo “scaricabarile”, ne ha prodotta tanta; al contrario, di azioni concrete per il bene della città e dei cittadini fabrianesi non ne ho viste!!! Diciamo che in questi primi tre anni di legislatura l’Amministrazione si è caratterizzata per l’adeguamento delle indennità al massimo livello consentito dalla Legge (per un costo aggiuntivo di 30.000,00 euro annuo) e per aver fatto una serie di spese “voluttuarie”, rivelatesi spesso inutili e superflue, dissipando colpevolmente le risorse della tassazione dei cittadini fabrianesi. Puntualizziamo: risorse reperite anche con aumenti della tassazione locale quando in avverso, per una serie di situazioni ancorché sfortunate, non vi era necessità alcuna di vessare ulteriormente i cittadini, considerata la notevole quantità di risorse economiche di cui l’Amministrazione disponeva. Questi amministratori non sono riusciti a concretizzare pressoché nulla di quanto sbandierato nei loro programmi elettorali di tre anni fa, vieppiù è venuto meno anche uno dei pilastri fondanti del movimento: la partecipazione. Il piccolo “nucleo pensante” dell’Amministrazione attuale non solo ha dimenticato la partecipazione dei cittadini, delle associazioni e delle organizzazioni costituite, ma ha sempre di più reso impenetrabile ed imperscrutabile qualunque accenno di dibattito e di confronto costruttivo con la città. L’assioma partecipazione ed inclusione è rimosso e soppresso!!!

Gigliola Marinelli

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