CESENA, TOUR NELLA BIBLIOTECA MALATESTIANA

L’emergenza Covid, se possiamo evidenziare un aspetto positivo, ha fatto si che sia posta più attenzione al nostro patrimonio culturale, artistico e storico che non ha eguali, un patrimonio che possiamo cogliere l’occasione di esplorare in modo più approfondito e con maggiore curiosità nel nostro viaggio in Italia, una sorta di Grand Tour postmoderno. Oggi siamo a Cesena, nella bella e accogliente terra della Romagna, qui troviamo un luogo davvero importante a livello storico e archivistico su cui vale la pena soffermarci. Facciamo un excursus storico, mentre Sigismondo reggeva Rimini, suo fratello Novello, siamo in pieno ‘400, intellettuale e meno spregiudicato e vivace del fratello, regnava su Cesena. Nel 1452 fece costruire su un convento francescano la biblioteca che porta il nome della famiglia, Malatestiana, una sorta di luogo “sacro” per la sua importanza di monumento storico per i suoi codici manoscritti. La biblioteca è rimasta tale e quale ad allora, intatta con i suoi banchi e libri legati ai tavoli dalle stesse quattrocentesche catene di ferro. La Biblioteca è simbolo dell’Umanesimo che a partire dal XIV secolo attraversa l’Europa, periodo che lo stesso Petrarca definì una sorta di uscita dal sonnolento oblio del Medioevo. Figure come Leon Battista Alberti, prototipo dell’intellettuale artista moderno, umanista, incarnate perfettamente da un personaggio che ha fatto dello studio, della ricerca e della passione per l’antichità il suo credo, con lui l’antico diventa moderno, e ce lo dimostra anche nella sua arte architettonica straordinaria come nel Tempio Malatestiano di Rimini.

La Biblioteca Malatestiana è stata la prima biblioteca civica d’Italia e d’Europa. L’architetto è Matteo Nuti, l’antica biblioteca contiene circa 400.000 volumi, tra cui incunaboli, lettere autografe, manoscritti, cinquecentine, codici antichi e pregiati e l’antico fondo di codici miniati. Notevoli due serie di corali del Duomo e dell’Osservanza, l’Evangelario del 1104 illustrato con miniature bizantine, i messali con miniature su fondo oro, i primi incunaboli, quali l’editio latina della Cosmographia di Tolomeo con tavole incise su rame da Taddeo Crivelli. Rarità bibliografiche come il libro più piccolo del mondo leggibile senza lente (mm 15×9), contenente una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena, in cui viene spiegato che le teorie copernicane non erano in contrasto con la dogmatica teologica. Esso fu stampato nel 1897 dai fratelli Salmin di Padova. Nel complesso anche archivi, musei, come il Museo Lapidario, utilizzato per esposizioni, mostre artistiche temporanee, e l’Aula del Nuti. Nel vestibolo si conserva la mazza argentea donata da papa cesenate Pio VI (1775-99) alla città nel 1790. La Biblioteca Malatestiana è splendido esempio di biblioteca monastico-rinascimentale, come ha riconosciuto UNESCO inserendola, prima in Italia, nel Registro della Memoire du Monde.

Francesco Fantini

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