I “GIALLINI”, I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE DI SERRA SAN QUIRICO

di Marco Antonini

Serra San Quirico – Simona Paolinelli circa 3 anni fa è diventata Coordinatrice del Gruppo Comunale Protezione Civile di Serra San Quirico. Il marito, Sergio Pettinari, è il suo vice. Radio Gold ha incontrato virtualmente il gruppo dei volontari per fare il punto a due mesi dall’emergenza Covid-19.

“All’inizio – racconta – eravamo in 4 o 5 volontari con poche esperienze, poi le cose sono cambiate, ci siamo evoluti frequentando corsi di specializzazione in Regione e siamo entrati a far parte della Colonna Mobile Marche e dell’unica squadra italiana per il Recupero Beni Culturali. Anche se alcuni se ne sono andati per diverse cause, a tutt’oggi siamo in 20 volontari volonterosi, di cui ben 6 inscritti nell’ultimo mese, ma non ancora operativi perché siamo in fase di emergenza e non ancora addestrati con i corsi regionali”. Per tutti sono “i giallini”, come li chiamano a Serra San Quirico. Una grande famiglia, un gruppo coeso e affiatato. (foto di copertina: di repertorio)

Esperienze
Sei mesi nei vari campi durante il terremoto del 2016; presenti nelle alluvioni di Benevento e in zona; in diverse ricerche di persone disperse; usciamo spesso per frane, alberi abbattuti dal vento come per la tromba d’aria a Marcelli, controllo del fiume Esino sempre a rischio esondazione; d’estate a turno con altri colleghi monitoriamo il territorio per gli incendi boschivi, in postazione fissa sul Monte Murano e con la nostra squadra N.O.S. per lo spegnimento di fuochi, in supporto ai VVF. Dai primi di marzo siamo impegnatissimi per aiuti COVID-19, con un costante evolversi di esperienze e nuove cose da affrontare giorno per giorno.

Impegni
Il nostro è un territorio vasto anche se poco popolato (non arriviamo a 3mila), ma facciamo anche dei servizi con i nostri “vicini” del Comune di Fabriano. Siamo sempre pronti a partire in squadra per portare assistenza. Il mio numero privato… è ormai pubblico. Era già disponibile H24 per emergenze regionali e per il sindaco, ma ora è al servizio dei cittadini. Cosa chiedono? Informazioni, consigli e chiarimenti sulle varie fasi e Decreti. Ricevo le richieste e consegniamo loro alimenti, medicine, pacchi tra famiglie. Abbiamo ritirato abiti in lavanderia, portato indumenti a chi era ricoverato, per ultimo anche un letto da decubito urgente che non poteva essere spedito a domicilio. Ogni giorno è un nuovo impegno. Recentemente, per esempio, abbiamo portato tablet, i libri e quaderni rimasti in classe a tutti i ragazzi delle nostre scuole (mamma mia quanti erano!). Grazie a donazioni di ditte, artigiani e associazioni abbiamo avuto un quantitativo di mascherine con le quali stiamo terminando la consegna casa per casa distribuendole ad ogni persona adulta, e alla nostra Casa di Riposo (a zero contagi!).

La paura del virus
All’inizio avevamo delle quarantene preventive, con persone che si erano ritrovate sole in casa e impaurite o rinchiuse con i propri parenti. Gli abbiamo fatto una telefonata per scambiare due parole e sentire come stavano, portavamo la spesa e quant’altro necessario e lì, effettivamente, un po’ di paura l’abbiamo avuta, anche se avevamo i dispositivi di protezione e tutte le dovute precauzioni. Per fortuna poi tutto è passato e Serra San Quirico vanta da oltre 25 giorni l’invidiabile QUOTA ZERO. Ci piace pensare che parte di questo traguardo sia un pochino merito nostro, dell’impegno costante di non far uscire di casa nessuno (o quasi), all’essere presenti ad ogni richiesta, visibili anche martellando con l’altoparlante passando tra vicoli e frazioni con il messaggio di rimanere in casa. Ormai ci sentono arrivare da lontano, ci aspettano, ci fermano, ci chiedono autocertificazioni stampate o moduli vari per domande al Comune ecc. Eh sì, anche questo! Certo che questo ultimo periodo ci ha fatto conoscere di più con tutti, anche quelli che non capivano a che serviva la nostra divisa gialla. Ora i Serrani ci coccolano: famiglie ci chiamano quando sfornano biscotti e calcioni che dividiamo da bravi fratellini. Come una mattina della settimana scorsa, quando, ad esempio la pasticceria ci ha dato un vassoio di calde brioches “profumose” e alle 8 abbiamo buttato dal letto chi non era in servizio e abbiamo portato la colazione a tutti!

Cosa chiediamo
In questo momento abbiamo paura che lo stress di essere stati reclusi sfoci in un periodo senza attenzioni o quanto meno che, allargando il perimetro e uscendo da Serra, si possa incappare nel virus vero che ancora non ci ha toccato. Non dobbiamo abbassare la guardia, solo così potremmo essere sicuri di uscirne veramente, bisogna essere ancora cauti e pazienti. Dal canto nostro rimarremo presenti, ci impegneremo sempre pronti e professionali per ogni esigenza locale, regionale e anche di più. Sono orgogliosa della mia squadra, ma come recita uno slogan sportivo: “Abbiamo ancora fame”, per cui la nostra porta è aperta a chiunque voglia aiutarci ad aiutare. Diventate “giallini serrani”, vi aspettiamo!

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