FONTANA DI TREVI, MAGNIFICENZA DI UNA FONTANA PALAZZO

Quante volte di passaggio qua, come se fosse la prima volta, quasi attratto da quel bivio dove la magnificenza di un palazzo – fontana di travertino con Oceano re delle acque di Trevi appare quasi d’ improvviso, il Mondo è qui perchè da nessuna parte c’è qualcosa del genere, una tale bellezza e imponenza voluta dai Papi, immergersi completamente tra l’arte, il bello e la gente rapita vogliosa di conoscere la sua storia.

La fontana splende nel suo travolgente barocco bianco la Fontana dopo un restauro durato 17 mesi, avvenuto ormai 5 anni fa. Il monumento simbolo della Dolce Vita, dove Federico Fellini girò la scena immortale del ‘bagnò di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni. Set di celebri pellicole come Tototruffa 62, del 1961, di Camillo Mastrocinque, dove Totò tenta di vendere la fontana ad uno sprovveduto ed ignaro turista, scatenando in questo modo una serie di divertenti gag ed incomprensioni. Il restauro, partito nel giugno del 2014, è stato finanziato dalla casa di moda Fendi con 2 milioni e 180 mila euro sotto la supervisione tecnico-scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’ultimo intervento sulla Fontana di Trevi era stato fatto 28 anni fa, l’attuale, oltre a restaurare il gruppo scultoreo, ha comportato la revisione e implementazione dell’impianto idrico, dell’illuminazione artistica LED e della videosorveglianza.

Iniziata nel 1732 da Nicola Salvi e conclusa nel 1762 da Pannini da un’idea di creare scenograficamente la reggia di Oceano: è costruita attraverso un palazzo-arco di trionfo da cui si affaccia la colossale figura barbuta del dio, trainato verso la vasca da due cavalli marini. La fontana iniziò a chiamarsi “di Trejo” perché situata nella località detta “dello Trejo”, in riferimento al Trivio, cioè l’incrocio di tre vie, che corrispondeva all’attuale piazza dei Crociferi: il passo da “Trejo” a “Trevi” fu breve. Addossata a Palazzo Poli, il complesso scultoreo si ispira al mare ed è ornato dallo stemma di Clemente XII, Pontefice che avviò la costruzione di essa. Meta di tantissimi turisti e visitatori da tutto il Mondo, la tradizione suggerisce di gettare una moneta nella fontana per poter tornare a Roma. La Caritas cura la raccolta delle infinite monetine che vengono gettate nella vasca, a fine 2011, ben 951.000 euro vennero raccolti, destinati a fini assistenziali, per un totale di circa 30 tonnellate di monetine. Una meta d’obbligo della Città eterna, quando sarà possibile ritornare ad ammirarla, la guarderemo con occhi diverso, ancor più meravigliati e consci della meraviglia di uno dei gioielli architettonici storici più invidiati al mondo.

Francesco Fantini

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