COVID-19, UN FERMO DI 10 GIORNI PER LE CARTIERE

Fabriano – Fermo temporaneo dall’1 al 10 maggio, alle storiche Cartiere di Fabriano e di Rocchetta. Si potrà ricorrere alla cassa integrazione. Cosa succederà a maggio è ancora presto per ipotizzarlo. Nel dettaglio chiudono tutti gli stabilimenti di Fabriano F3 area Valori e Rocchetta. Pioraco prolunga fino al 17 maggio.

La decisione riguarda gli stabilimenti del gruppo Fedrigoni di Marche, Friuli, Trentino e Veneto. Questa mattina, 20 aprile, l’amministratore delegato di Fedrigoni Marco Nespolo ha convocato in videconferenza le rappresentanze sindacali locali e nazionali dei lavoratori per fare il punto sull’andamento del Gruppo, condividere gli impatti dell’emergenza globale Covid19 e presentare gli interventi che verranno messi in atto nei prossimi mesi.

“Prima che questa pandemia paralizzasse l’economia mondiale – ha dichiarato Nespolo in una nota – il Gruppo Fedrigoni ha mostrato di aver intrapreso un percorso virtuoso: il 2019 si è chiuso con risultati molto positivi, grazie agli investimenti e al piano di acquisizioni (abbiamo perfezionato a fine anno l’acquisizione del gruppo Ritrama, che ora stiamo integrando con il resto dell’organizzazione), e anche nel primo trimestre 2020 è proseguita la traiettoria di crescita. A seguito dell’emergenza Covid19, il Gruppo ha, ancora una volta, dimostrato la sua solidità, garantendo piena continuità operativa a tutti i clienti nel mondo e tutelando, al contempo, le sue 4.000 persone, grazie all’implementazione delle misure di sicurezza necessarie, all’introduzione di un’assicurazione che tutela contro i rischi del Covid19 e all’erogazione di incentivi straordinari e premi anticipati a coloro che hanno dovuto lavorare in condizioni disagevoli. Ora Fedrigoni si sta misurando con gli impatti economici della crisi, che stanno portando effetti asimmetrici tra le due divisioni dell’azienda – ha continuato l’amministratore delegato –. Il mondo etichette autoadesive sta proseguendo la sua crescita, con un significativo aumento degli ordini a cui ha fatto fronte espandendo la capacità produttiva. La divisione carta è quella, invece, più impattata dallo shock di domanda: nonostante una performance migliore rispetto ai concorrenti diretti, nell’ultimo mese ha registrato un calo importante degli ordini e il Gruppo si trova, quindi, costretto a prevedere delle fermate temporanee in alcuni stabilimenti, per adattare la capacità produttiva alla domanda di mercato”.

Il piano riguarderà tutti gli stabilimenti che producono carta in Veneto, Trentino, Friuli e Marche – Verona, Arco, Varone, Scurelle, Cordenons, Fabriano, Pioraco (dall’1 al 17 maggio) e Rocchetta – al momento per alcuni giorni al mese nel periodo aprile e maggio. In segno di solidarietà, il CEO e il top management del Gruppo si ridurranno il compenso del 30% per questi mesi più complessi. “Negli stabilimenti coinvolti dalle fermate – ha spiegato Nespolo – inviteremo i dipendenti, in primis, a fruire di tutte le ferie e permessi non goduti, per coprire i periodi di chiusura. Faremo, poi, ricorso alla Cassa Integrazione, che è lo strumento normativo messo a disposizione per l’emergenza Covid19, per salvaguardare anche coloro che non dovessero avere ferie e permessi arretrati a disposizione. Valuteremo, volta per volta, forme di riconoscimento straordinario, per compensare chi sarà maggiormente impattato dalle chiusure”. Relativamente alla fase 2 dell’emergenza, in attesa che le autorità annuncino le nuove misure richieste alle aziende per garantire la piena sicurezza sui luoghi di lavoro, il Gruppo ha già iniziato a valutare ulteriori precauzioni da introdurre in tutti gli uffici e negli stabilimenti, anche con l’ausilio di specifiche tecnologie. Nel frattempo il Gruppo Fedrigoni prosegue comunque l’ambizioso percorso di crescita e trasformazione avviato, portando avanti tutti gli impegni, le iniziative strategiche e gli investimenti definiti nel nuovo piano industriale 2020-2023.

Marco Antonini

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