LA RIVINCITA DEL PALAGUERRIERI

di Marco Antonini

Fabriano – Il tempio del basket è chiuso, anzi no! Mentre il campionato è stato fermato dalla Federazione per colpa del Covid-19, si può ben dire che al Palaguerrieri di Fabriano il “Campionato” vero è ancora nella fase più combattuta: quella della vita. Dalla scorsa settimana, infatti, sono state riaperte le porte del Palas. Non ospita né tifosi, né avversari: solo medici e infermieri. In prossimità della struttura, infatti, uno dei primissimi casi in Italia, viene effettuato quello che abbiamo chiamato “Tampone a bordo” e che è stato ripreso in tutta Italia. Decine e decine di persone arrivano convocate dal Servizio di Igiene. Non devono nemmeno scendere dall’auto. Al momento prestabilito l’infermiera, indossato il dispositivo di protezione individuale, effettua il tampone al paziente che si è messo in fila nello spazio esterno del palazzetto. E’ un sospetto Covid-19? E’ presto per saperlo. Bisognerà aspettare ancora 24 ore prima del risultato finale. Mentre il paziente torna a casa, ripensa a questa tecnica innovativa che permette di risparmiare tempo, kit protettivi e diagnosticare più casi possibile. Se ci pensate bene anche questa è una partita! E’ bello pensare che il Palaguerrieri ha quelle porte spalancate, complice il sole (che arriverà) e il via vai del personale sanitario, perché la partita non è ancora finita e c’è tempo per conquistare la vittoria prima dello scadere del tempo. Ogni giorno chi viene sottoposto a tampone spera di essere negativo, oppure auspica di non aver contagiato nessuno in famiglia. C’è anche chi pensa a voce alta. “Non sostavo nei pressi del Palazzetto dai tempi della Serie A – dice un anziano sottoposto a tampone – e, nonostante tutto, torno a casa con un sorriso sulle labbra misto a tristezza. Il Palas, con le infermiere, tutto il sistema a fare squadra per far diminuire il contagio, mi ha lasciato una speranza: quel luogo ha ancora una funzione importante per la città, come quando si assiste alla partita domenicale. Tutti uniti come città. Ecco – conclude l’appello – il tempio dello sport è chiuso. “E’ peggio del terremoto” potresti dire appena arrivi in questa zona adesso deserta. Poi vedi tante auto in fila per fare il tampone e comprendi che dobbiamo essere “uniti”, come quando tifiamo Janus, perchè è obbligatorio pensare di vincere!” La partita più grande, nel comprensorio fabrianese, è quella del PalaGuerrieri e del Profili. Facciamo squadra e restiamo uniti. Fabriano così si è aggiudicata sul fil di sirena il canestro della prima rivincita sul virus!

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