CORONAVIRUS: C’E’ IL PRIMO GUARITO A FABRIANO. 11 I TAMPONI POSITIVI DI OGGI

di Marco Antonini

Fabriano – Oggi, 27 marzo, è arrivata in redazione la bella notizia che c’è il primo guarito da Covid-19 nel nostro comprensorio. E’ un uomo di Fabriano che non ha avuto mai bisogno di ricovero in ospedale perchè le sue condizioni sono state sotto controllo. A seguito di secondo tampone (nell’arco di 24 ore) con esito negativo, l’uomo è stato dichiarato “guarito” dai medici. Un segnale di speranza per tutti noi.

I tamponi

I dati, aggiornati a oggi pomeriggio, venerdì 27 marzo, parlano di 11 nuovi tamponi positivi che fanno salire a 52 i casi di Coronavirus a Fabriano. A Sassoferrato, con il tampone positivo accertato ieri a una donna di mezza età, dipendente comunale, i casi complessivamente sono 12, compresi i due decessi. A Cerreto d’Esi si è fermi a 2 casi, zero a Serra San Quirico e Genga. Quattro i malati ricoverati presso la Covideria dell’ospedale Profili in attesa di essere trasferiti in altre strutture. Le persone in isolamento fiduciario e/o forzato sono 160 a Fabriano, 46 a Sassoferrato, 12 a Cerreto d’Esi.

Marche

Gli ultimi 437 tamponi esaminati nelle Marche hanno fatto emergere altri 82 casi di coronavirus, una percentuale inferiore rispetto alla precedente tranche (18,7% contro 24,7%). Con questi ultimi contagi il numero complessivo di positivi nella regione sale a 3.196. Lo dicono i dati comunicati dal Gores (Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie) che però potrebbero essere aggiornati nelle prossime ore: sono infatti in corso nei laboratori Marche nord e di Ascoli i test su altri 443 campioni. A fine giornata il totale dei tamponi esaminati salirà a 880. I ricoveri correlati a coronavirus sono finora 1.141 di cui 162 in terapia intensiva, 257 semi-intensiva, 513 in reparti non intensivi e 209 in area post critica. Tra i contagiati in 1.709 sono in isolamento domiciliare. In lieve rialzo guariti (10) e dimessi dagli ospedali (133) mentre i decessi sono 336. Sono invece 6.368 i ‘non positivi’ isolati in casa (1.562 con sintomi) tra i quali 647 operatori sanitari.

Ticket

Un importante e urgente provvedimento, che interessa molti cittadini marchigiani, è stato adottato oggi dalla giunta regionale, riunita in video conferenza, in continuità con una serie di atti che allungano le scadenze di adempimenti.  Si tratta della proroga al 31 luglio 2020 dei Certificati di esenzione per reddito dal pagamento del ticket sanitario che avrebbero come scadenza naturale il 31 marzo. Una scadenza che avrebbe comportato la presenza fisica di persone agli sportelli per rinnovare le autocertificazioni e per rilasciare nuove autocertificazioni. “Se in questo momento la priorità è l’emergenza coronavirus e il contenimento del contagio – ha sottolineato il presidente Luca Ceriscioli – agiamo su binari paralleli senza perdere di vista le ordinarie  esigenze quotidiane dei cittadini, cercando di evitare il più possibile i disagi derivanti da scadenze difficilmente rispettabili e soprattutto la concentrazione di persone in spazi limitati”. Dal 1° aprile, infatti, saranno attive le esenzioni dei soggetti presenti nel nuovo elenco degli esenti per reddito trasmesso dal Sistema Tessera Sanitaria (MEF) e  al fine di evitare assembramenti negli uffici per il rinnovo è stato necessario adottare misure specifiche per limitare al massimo gli spostamenti delle persone.  A tale proposito, per i Certificati di esenzione rilasciati a seguito di autocertificazione con scadenza prevista per il 31.03.2020, si è ritenuto opportuno di prorogarne la validità fino al 31.07.2020, data coincidente con la fine dello stato di emergenza stabilito con il DPCM del 31.01.2020, e fatta salva la responsabilità degli assistiti di avvalersene fintanto che rimangono invariate le condizioni di reddito e status autocertificate dagli stessi. Si ricorda che le autocertificazioni rilasciate da persone con età maggiore o uguale a 65 anni hanno validità illimitata. Per le nuove autocertificazioni degli assistiti che non risultano inseriti nell’elenco degli esenti, valido dal 1° aprile 2020 e che non hanno presentato autocertificazioni nel corso dell’anno 2019, ma che ritengono di avere titolo all’esenzione per reddito, è stato concordato con  la Direzione Generale ASUR di istituire delle caselle di posta elettronica dedicate per consentire di trasmettere l’autocertificazione via mail. Gli assistiti che rilasciano l’autocertificazione, devono fare riferimento ai redditi relativi all’anno precedente. Tutte le autocertificazioni rilasciate agli Uffici preposti delle Aree Vaste dell’ASUR sono sottoposte a verifica direttamente da parte del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) che, periodicamente, comunica all’ASUR le somme da recuperare qualora le verifiche abbiano avuto un esito negativo.

Sindacati sanità

Fp Cgil Marche, Cisl Fp e Uil Fpl fanno sapere che nel pomeriggio di ieri hanno diffidato le strutture sanitarie, pubbliche e private, chiedendo l’applicazione della massima sicurezza possibile per gli operatori sanitari e l’applicazione piena del Protocollo Nazionale sottoscritto con il Ministero della Salute. Sono, infatti, in numero inadeguato e tardivi i tamponi cui è sottoposto il personale sanitario; non si prevedono adeguate risorse economiche per riconoscere il sacrificio enorme quotidianamente profuso dai professionisti della sanità e la stessa applicazione degli istituti normativi previsti dai vari “decreti Conte” è spesso tardiva e restrittiva, come anche risulta da migliorare decisamente l’applicazione dello smart working per il personale amministrativo. I dispositivi di protezione individuale continuano inoltre a non essere adeguati alle sempre maggiori difficolta’ legate all’emergenza Covid ed aumenta il numero del personale sanitario che risulta positivo. Se pur non strettamente riconducibile alle dirette responsabilità del SSR, permane sottovalutata l’emergenza nell’ambito delle RSA, residenze protette, case di riposo a gestione pubblica o mista: luoghi di cura che invece sono ormai diventati centri di propagazione del virus per pazienti e personale con forniture di dpi e controlli ancora ancor meno adeguati. A tutto questo, si aggiungono scelte organizzative che non sempre hanno garantito percorsi distinti e gestione separata tra casi Covid e no Covid, contribuendo così ad aumentare I rischi di propagazione. Nonostante i pressanti appelli sindacali non giungono risposte alle legittime istanze sindacali. Pertanto , come anticipato nella lettera inviata, si avvieranno nei prossimi giorni tutte le denunce ed azioni a supporto del personale che quotidianamente rischia la propria salute per tutelare i pazienti, con turni e carichi di lavoro massacranti.

Polizia Provinciale 

La Polizia Provinciale sta cooperando con le altre forze di polizia della provincia di Ancona nel controllo delle indicazioni governative in materia di limitazione degli spostamenti. “Ci stiamo concentrando sull’emergenza sanitaria Covid-19 attraverso i controlli agli automobilisti, ma abbiamo sempre più bisogno di reperire mascherine e guanti di qualità per proteggere noi stessi ed i cittadini durante il nostro lavoro. Tutto il personale del servizio si dedica a tempo pieno ai controlli, ogni giorno sono almeno quattro le pattuglie della Polizia Provinciale sempre operative per l’applicazione DPCM, in collaborazione con le altre Forze di Polizia. Settimanalmente mandiamo i turni alla Questura e ai Commissariati per coordinarci nella gestione dei posti di controllo. Ad oggi sono stati effettuati, dalla Polizia Provinciale, oltre 600 controlli su tutto il territorio della provincia di Ancona rilevando oltre una ventina di violazioni – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Pierfrancesco Gambelli – Ad emergere, durante i controlli, è la cordialità e la disponibilità a collaborare dei cittadini consci che occorre rispettare le regole per uscire dall’emergenza Coronavirus. A spiccare è anche l’apprezzamento dei medici e degli infermieri impegnati nel durissimo compito nelle corsie degli ospedali”. Sono ovviamente i giorni feriali quelli con più traffico, ma sono fondamentali anche i controlli nei giorni festivi. Le attività saranno estese in tutto il territorio provinciale per essere ancora più capillari, soprattutto nelle zone montane e in quelle solitamente meno frequentate.

Coldiretti Marche

Oltre 34mila aziende e un esercito di circa 38mila lavoratori ancora sul campo con l’obiettivo di garantire le forniture alimentari alla popolazione in quarantena. Sono i numeri dell’agroalimentare che non si ferma, uno spaccato che parte dalle aziende agricole e arriva sugli scaffali della distribuzione alimentare. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Marche su dati Unioncamere e Istat rispetto agli effetti delle misure del Governo nazionale per contenere il contagio da Coronavirus. Parliamo di quasi un’impresa su quattro nella nostra regione tra aziende agricole (26mila), industrie alimentari (circa 2mila) e circa 6mila attività distributive: 28 ipermercati, 643 supermercati, 1612 minimercati e 3671 altri negozi di alimentari. Un sistema che poggia sull’agricoltura nazionale che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi. Le Marche, dove si contano 16 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 21 vini Doc/Docg, sono la prima regione biologica d’Italia con una densità media di 397,2 attività per milione di abitante, davanti a Umbria e Toscana secondo i dati Biobank. Alta qualità messa a rischio dalla riduzione degli scambi commerciali, le difficoltà dei trasporti alla frontiere e il rischio di speculazioni e scorrettezze commerciali. “La filiera agroalimentare continua a garantire la produzione e la distribuzione del bene di prima necessità, ovvero il cibo. Scegliere quello locale, marchigiano ed italiano è il gesto più efficace che può sostenere il valore del lavoro dei nostri agricoltori ed allevatori – evidenzia Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Allo stesso modo, chiediamo alle autorità pubbliche di vigilare sugli scenari speculativi che da una parte abbassano il prezzo riconosciuto ai produttori e dall’altra lo alzano al cittadino che acquista. Un’ingiustizia non solo per la famiglie ma anche per tutte quelle aziende agricole che stanno continuando ad assicurare la sopravvivenza alimentare soprattutto in momento così complesso”.

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