FINANZA IN COMUNE, “ANOMALIE SUGLI APPALTI”

Di Marco Antonini

Finanzieri in Comune a Fabriano per acquisire atti e documenti per le indagini relative ad appalti sul verde pubblico. Un affare da quasi un milione di euro. Il Movimento 5 Stelle non arretra di un centimetro. Il senatore Sergio Romagnoli, (negli anni contestati era consigliere di opposizione a Fabriano, il sindaco era Giancarlo Sagramola) da Palazzo Madama a Roma interviene sulla questione. «Ho appreso con particolare soddisfazione – dichiara – dell’ispezione della Guardia di Finanza negli uffici del Comune di Fabriano per prendere materiale riguardo gli appalti per la gestione del verde nel periodo 2012-2017 e riguardo l’Unione Montana e la Centrale Unica di Committenza». Tutto nasce a seguito di una battaglia iniziata nel 2016 dal Movimento 5 Stelle. «Quando ero consigliere di opposizione – ricorda Romagnoli – insieme all’attuale Vicesindaco, Joselito Arcioni, presentammo un esposto e un’interrogazione sulla questione. Per noi erano già evidenti pesanti anomalie, sia sugli appalti, sia sulla gestione contabile e amministrativa dell’Ente Unione Montana. Adesso vedremo l’evolversi delle indagini, ma comunque – rimarca il senatore – è già molto positivo che si faccia chiarezza su anni caratterizzati da una amministrazione oscura, a sfregio delle elementari norme di trasparenza e corretta gestione della cosa pubblica». Anche il sindaco di Fabriano, il giorno dopo la pubblicazione della notizia ricorda come il gruppo «più volte ha espresso dubbi sulle procedute seguire per affidare i lavori sul verde pubblico, per importi importanti». Il primo cittadino ricorda che «il Movimento 5 Stelle aveva notato subito i legami che c’erano tra le ditte coinvolte che, in alcuni casi, avevano pure lo stesso presidente, tanto da farci segnalare subito l’anomalia». Un’interpellanza sull’argomento è stata presentata il 21 novembre 2016. Firmata dai due consiglieri di opposizione del gruppo, Arcioni e Romagnoli, ripercorre alcune tappe importanti della vicenda. Si parte con la Giunta dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi che, nel febbraio dello stesso anno, approvò, con una delibera una serie di interventi di riqualificazione e valorizzazione ambientale del territorio (area Fabriano Ovest) per un importo complessivo di 700 mila euro. Con un’altra delibera è stato approvato il progetto esecutivo inerente lo stesso piano di interventi, ma per l’area Fabriano Est – Sassoferrato per 250 mila euro. I consiglieri hanno contestato il fatto che l’ex Comunità Montana abbia concesso in «comodato gratuito le proprietà demaniali che aveva in gestione a una società agricola forestale che ha potuto partecipare ai bandi regionali che prevedevano – si legge nell’interpellanza – come caratteristiche necessarie per accedere ai finanziamenti, il dover essere un consorzio pubblico privato in possesso di superfici utili sulle quali attuare i progetti di forestazione». Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, intanto, rimarca che «negli uffici comunali non c’è preoccupazione perché è stata seguita solo la parte amministrativa, come Centrale Unica di Committenza». Il primo cittadino ricorda che «al bando furono invitate cooperative che non potevano partecipare e un consorzio che unisce le cooperative, con lo stesso presidente. In poche parole – spiega Santarelli – lo stesso presidente ha preparato l’offerta sia per il consorzio che per alcune cooperative, che poi hanno preso l’appalto. E’ il gioco delle tre carte. Non è possibile invitare, per lo stesso bando, sia il consorzio che riunisce le cooperative forestali e le cooperative con lo stesso presidente».

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