SANTARELLI: “LA REGIONE PUO’ TENERE APERTO IL PUNTO NASCITA”

Quando manca poco al compimento del primo anno senza sala parto nella città della carta, il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, complice quanto sta accanendo in campagna elettorale in Emilia Romagna in materia di sanità – c’è l’intenzione, infatti, di riaprire alcuni punti nascita in aree geograficamente disagiate- torna ad attaccare la giunta regionale delle Marche. “La Regione – dice – può in autonomia decidere di tenere aperti i punti nascita”. Due le questioni che il primo cittadino riporta: “Il ministero non può imporre la chiusura; la regione può decidere diversamente”. Dal 15 febbraio 2019 non si nasce più a Fabriano. Tante le manifestazioni, le proteste, le prese di posizione, ma nulla. Al consiglio comunale sulla sanità, di lunedì scorso, nessuno della Regione si è presentato. All’invito non si è risposto nemmeno via email. “Quello che sta succedendo in Emilia Romagna è chiaro: la regione – spiega Santarelli – si fa carico della riapertura dei punti nascita assumendosene le responsabilità. E’ chiaro che la prossimità delle elezioni contorna tutto con un alone di opportunismo elettorale, ma la regione può lasciare aperto o addirittura riaprire un punto nascita di sua iniziativa indipendentemente da quanto indicato dal Comitato punto nascita nazionale. E’ una questione di volontà”. E se Fabriano non ha potuto festeggiare il primo nato del 2020, si riflette su altri numeri e altre storie. Nel 2019 sono state 80 le nascite di gestanti fabrianesi nell’ospedale di Branca-Gubbio contro le 30 nell’ospedale marchigiano di Jesi. A quelle della struttura umbra di Gubbio si aggiungono le nascite avvenute a Foligno e a Perugia per un totale di quasi 100 nascite fuori regione che corrisponde a circa il 60% dei nuovi nati e residenti nel nostro comune. “Chiederò Regione quali sono stati i costi sostenuti per ripagare la Regione Umbria di queste prestazioni e l’assurdità di mandare le future mamme a partorire in un ospedale (Branca) che fino alla chiusura del nostro punto nascita faceva meno parti del Profili”.

Marco Antonini

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