SANDRO TIBERI, IL MASTRO CARTARIO RICHIESTO ANCHE IN INDIA

Fabriano – La sua fama è giunta sino in India dove nel Rajastan, il ‘paese dei principi’, la produzione della carta fatta a mano rappresenta il mestiere più nobile e chi eccelle in quest'”arte” viene chiamato “maestro”. Ci sono tre aggettivi che caratterizzano la sua professione: unicità del prodotto, singolarità nella fabbricazione e personalizzazione del manufatto. Si tratta di Sandro Tiberi, 56 anni di Fabriano, la città della carta in provincia di Ancona: artista esperto nella fabbricazione della carta a mano come un artigiano del 1200, ultimo custode di un’arte del passato che coniuga tradizione e innovazione, docente e consulente nella realizzazione di laboratori ed eventi. È lui che ha realizzato per alcuni acquirenti indiani un foglio di carta contenente sabbia proveniente da un luogo considerato sacro sulle rive del Gange. Un vero e proprio rito, raffinato e con la sua sacralità, che pochi al mondo sono in grado di eseguire. “Non fabbrico carta, plasmo desideri”, spiega Tiberi, “a materie pregiate aggiungo passione e amore. E tutto ciò fa accadere un’alchimia: materiale e immateriale si fondono. Non è carta, è la sostanza del sogno”. Nelle sue mani la carta diventa arredo di qualità per ogni tipo di struttura, dalla casa al negozio, dall’ufficio all’hotel pentastellato.

Figlio di un ferroviere, diplomato in telecomunicazione, operaio nelle Cartiere Milani di Fabriano, oggi di proprietà del fondo americano Usa Bain Capital che controlla il Gruppo Fedrigoni e messe in crisi da una congiuntura negativa da alcuni anni. Dal 1999, però, Sandro Tiberi ha deciso di mettersi in proprio, creando una cartiera tutta sua, una start-up di eccellenze a tutto tondo dove troneggiano le filigrane: i suoi lavori sono stati esposti anche nella sede dell’Unesco a Parigi e la sua produzione include ogni genere di carte, fino ad arrivare a quelle per stampe fotografiche in link jet ‘fine art’. La sua attività è legata a doppio filo alla Carifac’Arte, società strumentale della Fondazione Cassa di risparmio di Fabriano creata per rivitalizzare e riportare alla luce le ‘botteghe degli antichi mestieri’ Il mastro cartaio dice di non voler diventare “una rievocazione storica” e si definisce “un panda in estinzione”, orgoglioso di essere, grazie al suo lavoro, “custode e difensore dell’identità di Fabriano”, dove si produce ininterrottamente carta dal 1264. “Una parte della mia attività riguarda il mondo dei diversamente abili – aggiunge con orgoglio all’Agenzia Agi -: collaboro con molte associazioni che si occupano di disabilità, convinto che l’artigianato artistico sia uno strumento importante per la riabilitazione ed il reinserimento di soggetti in difficoltà”.

A Fabriano, però, si cercano anche i potenziali eredi di Sandro Tiberi, nella convinzione che la lavorazione della carta sia ancora in grado di offrire occupazione. Così Carifac’Arte, Its Efficienza Energetica, università di Camerino e Fondazione Fedrigoni si sono messe insieme per l’organizzazione di un corso professionale, al quale parteciperanno in 15, giovani e non solo, provenienti da tutte le Marche, ma anche da Umbria, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, che riceveranno una certificazione di specializzazione tecnica superiore. Le materie insegnate spazieranno dai processi cartari nella storia, all’importanza della carta fatta a mano e della filigrana; dall’automazione controllo qualità e innovazione dei processi cartari–impresa 4.0, a preparazione di filigrane; dalla produzione della carta a mano, a tecniche di stampa su carta a mano. È molto soddisfatto, delle adesioni al corso il presidente della Fondazione Carifac, Marco Ottaviani, perché confermano “come sia assolutamente giusta la strada che abbiamo intrapreso con la nascita della scuola internazionale dei mestieri d’arte a Fabriano”.

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