CIAO DON NICO’

di Marco Antonini

Fabriano – E’ morto, a 89 anni, don Nicola Gatti, il sacerdote che ha dato tutto per il quartiere Campo Sportivo, nella periferia di Fabriano. Qui, negli anni ’70, celebrava messa nel famoso “garage Leporoni”, fin quando la chiesa della Sacra Famiglia, non è stata ideata da lui, poi progettata e inaugurata. Per 40 anni è stato l’anima di questa parrocchia, dove tutto, dalla forma, alla luce delle finestre, all’altare aveva un significato profondo. Don Nicola se ne è andato questa mattina dopo lunga malattia. Da anni aveva la lasciato la guida della parrocchia, ma è stato un punto di riferimento per tanti sia alla Sacra Famiglia che alla casa Madonna della Rosa per il recupero e la riabilitazione situata nel quartiere Borgo. Domani, venerdì, sono previste le esequie alle ore 15,30 nella sua chiesa. Il funerale è presieduto dal vescovo Stefano Russo. Con lui il vescovo emerito, Vecerrica, i sacerdoti e i religiosi. Poi la sepoltura nel cimitero di Argignano. Da oggi pomeriggio, 15 novembre, alle ore 17, la camera ardente nella chiesa della Sacra Famiglia.

“Ciao don Nicola. Porta un po’ della tua irriverenza e della tua profonda leggerezza in qualunque posto sei ora” il ricordo della presidente del consiglio comunale, Giuseppina Tobaldi. “Don Nicola o lo amavi o lo odiavi. Con lui tutto era così. A volte le sue provocazioni infastidivano anche a chi lo amava. Ma lui così ti stimolava e ti metteva continuamente in discussione con te stesso. È stato un uomo libero perchè ha saputo mantenersi libero non senza difficoltà e sacrifici. Ha saputo costruire una comunità coesa e dare un’ identità a un quartiere che rischiava di essere una terra di nessuno. Ci ha lasciati oggi ma ci manca già da tanto tempo” il ricordo del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli.

“Don Nicola se ne è andato. Spero lo abbia fatto sbattendo la porta, col lungo bastone nodoso in mano e poche parole forti. È stato evangelizzatore e fustigatore, eccentrico ma fedele alla Chiesa, assertore di una comunità popolare d’ispirazione latinoamericana che ha esaurito la sua spinta alla fine degli anni ottanta invecchiandone di colpo modelli e cerimoniali. Ha amato come pochi altri i poveri e i malati. Indimenticabili le sue processioni sotto la neve per i diritti dei malati psichici. Mancherà ai suoi parrocchiani, ai fedeli e a chi come me guardava con distanza curiosa quel modello di chiesa così poco borghese e così poco fabrianese” il commosso addio di Gian Pietro Simonetti. “Grazie per avermi Battezzato, cresciuto alla Fede in Cristo, accompagnato al Sacerdozio … ora riposa in pace e continua a pregare per noi da lassù” il saluto di don Gabriele Trombetti, arciprete di Cerreto d’Esi.

“Don Nicola è tornato al Signore. Una preghiera per lui perché possa intraprendere in serenità il nuovo cammino tra tutti gli eletti di Dio” ha scritto su Facebook il suo successore, don Giovanni Chiavellini. “Ci mancava durante questo tempo di malattia. Ci mancherà ancora: ruvido, diretto … Vero. Il Signore lo accolga tra le sue braccia e lo coccoli col suo amore” il ricordo dell’ex i sindaco, Giancarlo Sagramola.

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