NOTTE BRAVA IN CENTRO, I GIOVANI E L’ABUSO DI ALCOL

Giovani annoiati si divertono bevendo alcol in piena notte nel centro storico di Fabriano, poi, prima di andare a dormire, non solo lasciano tutte le bottiglie di vetro in prossimità della piccola chiesetta della Madonna delle Grazie, ma disturbano la quiete notturna urlando a squarciagola tanto che alcuni residenti hanno chiamato le forze dell’ordine. E’ accaduto nel weekend appena concluso nel cuore della città. A lamentarsi è una mamma che denuncia come “alcuni giovani, visibilmente, ubriachi, hanno trascorso la notte nel vicolo delle Conce, bevendo cocktail con Gin e Vodka, poi hanno imbrattato la panca di marmo. Ovviamente senza buttare via nulla: le bottiglie, anche questo fine settimana, sono rimaste sul vicolo”. Alcuni residenti si sono così trasformati in spazzini pur di non vedere e non mostrare ai visitatori questo angolo del centro con i rifiuti di una notte brava trascorsa all’aperto. “Gli schiamazzi notturni – ha detto Mauro Bartolozzi, imprenditore e presidente Confcommercio – sono all’ordine del giorno in via Cialdini e vicolo Le Conce. Più volte abbiamo segnalato la presenza, per tutta la notte, di gruppetti di 12enni che non sanno cosa fare, bevono, danneggiano segnali stradali e buttano i rifiuti nel fiume Giano”.

I residenti chiedono più controlli e pene severe per un problema che si è ripetuto molte volte nel corso dell’estate. Non solo abuso di alcol, comunque, nella via. C’è da fare i conti anche con i vandali che, in più occasioni, hanno rigato le auto parcheggiate lungo la strada e sporcato l’ingresso delle abitazioni. Recentemente, la Fondazione Carifac, in accordo con l’Amministrazione comunale, ha installato due cancelli alle estremità del vicolo delle Conce, per contrastare e porre fine agli atti vandalici che sono stati compiuti in questa zona. Non è escluso il posizionamento, a breve, delle telecamere di videosorveglianza. Una misura chiesta dagli esercenti della zona. Contatori del gas chiusi, deiezioni canine davanti ai portoni, cartacce, bottiglie di vetro sui davanzali delle finestre, gli episodi più frequenti. I residenti, esasperati, hanno chiesto provvedimenti per evitare di dover ogni volta sistemare e ripulire il vicolo.

L’abuso già a 12 anni

I dati sono allarmanti: nel Fabrianese i giovanissimi iniziano ad abusare di alcol a 12 anni, quando frequentano la scuola media, bevono soprattutto nel fine settimana, non si rendono conto che esagerano, e qualche volta, commettono pure guai. Sono 70 le persone residenti nel comprensorio a cui è stato diagnosticato “l’abuso problematico” che scaturisce dal troppo alcol ingerito e che determina strani comportamenti a casa che fanno scattare la richiesta di aiuto, da parte dei familiari, all’Asur. Tanti i casi all’ordine del giorno che fanno pensare che si beve tanto e con estrema facilità. Capita, infatti, frequentemente auto fuoristrada con automobilisti giovani che fanno tutto soli e all’alcol test hanno un valore due o tre volte superiore al limite consentito. Nonostante questo si mettono al volante incuranti dei danni che potrebbero creare a loro stessi e agli altri.

La fotografia è stata scattata nei mesi scorsi nel corso di un convegno che si è tenuto presso il teatro Don Bosco e a cui hanno preso parte anche il vescovo diocesano, monsignor Stefano Russo, l’assessore ai Servizi sociali, Simona Lupini, il dottor Paolo Schiavo, responsabile del Centro Alcologia di Fabriano e Marco Nocchi, responsabile Servizio Politiche Sociali della Regione Marche. “L’obiettivo – spiega l’assessore Lupini – è quello di incentivare tutti quei percorsi che permettono di aiutare chi ha questo tipo di problema. Tutti insieme, Asur, Comune, Diocesi, associazioni, dobbiamo sostenere chi soffre e chi sta vicino a questi soggetti. Ciò che ci preoccupa, infatti, non sono le 70 persone a cui è stata fatta una diagnosi e a cui, di conseguenza, seguirà un programma di disintossicazione, ma il “sommerso”. Sono tanti, soprattutto giovani – rimarca – quelli che abusano, senza combinare guai (cioè senza intervento diretto di forze dell’ordine o Asur) e che convivono con la patologia, senza la consapevolezza che si può superare questo problema. I giovani che pensano di avere un problema con l’alcol – conclude Simona Lupini – devono affacciarsi, in tutta sicurezza, a questi gruppi, Alcolisti Anonimi e Al-Anon, senza imbarazzo, anche solo per avere informazioni e capire se è il momento di cambiare direzione”. L’abuso inizia già in seconda media, a 12 anni, e se non si interviene in tempo si rischia di diventare alcolisti nel vero senso della parola. La sede, a Fabriano, degli Alcolisti Anonimi è in Via Gioberti, 15. Telefono: 07324708. Si può anche consultare il sito www.alcolistianonimiitalia.it nella sezione “dove siamo”.

Marco Antonini

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