SEMPRE PIU’ ISOLATI

Il Fabrianese rischia di rimanere isolato dal resto delle Marche, con strade difficili da percorrere, cantieri che limitano la viabilità e che determinano un isolamento sempre maggiore? Pare proprio di si. Il raddoppio della Quadrilatero SS76 tra Serra San Quirico e Fossato di Vico e la Pedemontana Fabriano-Muccia a rischio incompiuta. Il termine del lavori, infatti, è stato posticipato di volta in volta e ora rimandato all’anno prossimo. A peggiorare la situazione è arrivata ieri, venerdì 22 giugno, la doccia fredda dell’esubero del personale: 59 lavoratori su 147. Per loro, 14 impiegati e 45 operai, si apre la strada del licenziamento collettivo. Un’altra tegola nel comprensorio, alle prese, da 10 anni, con una crisi senza precedenti. I sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, rappresentati dai segretari provinciali Daniele Boccetti, Luca Tassi e Andrea Casini lanciano l’allarme: “Il 40% della forza lavoro dichiarata esubero dalla Astaldi. Rischio altissimo di incompiuta per la Pedemontana Fabriano-Muccia, meno probabile, ma non scongiurato, per la 76”. I rappresentanti sindacali hanno proclamato due giorni di mobilitazione, chiesto un incontro urgente con la Astaldi e l’intervento della Regione Marche. Le ricadute occupazionali spaventano. Per i sindacati è inaccettabile che si apra il licenziamento collettivo quando l’opera deve essere completata per il 15% circa per la SS76. Il completamento riguarda il vecchio tracciato e alcuni viadotti. Per la Pedemontana Fabriano-Muccia partita attività solo per un lotto: circa 9 chilometri su 40. A disposizione ci sono 174 milioni di euro di opera da realizzare, 10milioni bloccati per la SS76 e il resto sulla Pedemontana. “Ad Anas e Quadrilatero chiederemo di intervenire con efficacia – concludono – con pressing sul Governo affinché convochi riunione del Cipe. Non c’è nessun problema economico”. L’odissea sulla SS76 sembra non finire mai. Il raddoppio della carreggiata lungo la direttrice Perugia-Ancona è più urgente che mai. Noi ci siamo messi in macchina più volte per capire la situazione. L’ultima volta pochi giorni fa. La partenza, da Fossato di Vico, alle 10. L’arrivo a Serra San Quirico, alle 10,47. Non è uno scherzo. 35 chilometri in 47 minuti nonostante l’apertura del tratto provvisorio al confine tra Marche e Umbria e di una tratta tra Albacina e Serra San Quirico. Chi pensava che l’avanzamento dei lavori per il raddoppio della tratta avrebbe portato delle agevolazioni al traffico si sbaglia. Tre fattori sul banco degli imputati: nuovi tratti aperti provvisoriamente senza doppia corsia; limite di velocità fisso a 40 chilometri orari, un numero che non si riesce a rispettare nemmeno se il guidatore si concentra e toglie il piede dall’acceleratore; svincoli pericolosi come quello di Campodiegoli o chiuso, come quello di Genga. A Borgo Tufico, infatti, l’uscita provvisoria è stata aperta settimane fa. Il caso più eclatante è il curvone a gomito a Cancelli che manda in tilt le auto, figuriamoci i mezzi pesanti. Se non la prendi bene devi fare due manovre per uscire. Superata la città della carta arriviamo alla nuova galleria “Albacina Sud” annunciata dai cartelli che segnalano anche il terzo rilevatore della velocità che abbiamo incontrato da Fossato. Facciamo una bella curva-deviazione ed entriamo in galleria. Tanti gli incidenti segnalati, negli ultimi mesi, in questa tratta tanto la Polstrada ha aumentato i controlli. Con l’arrivo dell’estate le code aumenteranno.

Marco Antonini

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