GIOMBI: “PROPOSTE PER LA TUTELA DELLA SANITA’ DEL TERRITORIO”

di Andrea Giombi, consigliere comunale Fabriano Progressista

Il Sindaco sa che avevo convocato d’urgenza la Commissione Affari Istituzionali per cercare di iniziare a raggiungere un percorso comune e condiviso fra le varie forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, e così formulare una proposta di indirizzo politico nella stesura del prossimo piano sanitario regionale. Infatti continuo a ritenere che la protesta solamente non può rimanere tale ma deve essere canalizzata con proposte deliberative nelle sedi istituzionali appropriate. Ritengo perciò compito del consiglio comunale, nella sua completezza, superando le differenze politiche, di dare mandato al Sindaco per cercare di incidere nella formulazione del nuovo piano sanitario regionale. Fermarsi alla sola protesta, giusta ed importante per richiamare il problema alla sua gravità,  e di questo ringrazio il Comitato in difesa del punto nascita ed il mio ex Capogruppo,  senza proposte deliberative nelle sedi istituzionali significa essere meno incisivi e non riuscire ad ottenere quanto spetta al nostro territorio montano. Il Sindaco infatti deve ricevere un mandato politico, mediante ordine del giorno condiviso dalle forze politiche comunali, altrimenti esprimerebbe un’idea personale riuscendo ad incidere poco sulle decisioni regionali. Da questo nasce la mia contrarietà al percorso voluto seguire invece dal Sindaco, che non ha ritenuto opportuno convocare un Consiglio Comunale d’urgenza sul problema specifico della sanità fabrianese, previo studio ed approfondimento in Commissione.

Nonostante tutto ciò, do la mia disponibilità ad il mio umile contributo per cercare di addivenire ad una posizione condivisa politica, che veda un’altra collocazione della nostra Città e del suo Territorio montano al di fuori dei confini attuali della nostra attuale Area Vasta n.2, e che veda il nostro Ospedale come l’Ospedale capofila della nostra nuova Area Vasta Montana.

  1. Occorre urgentemente che si riveda la definizione delle attuali aree vaste, nel nuovo piano sanitario regionale, e si dia mandato politico al Sindaco, per tutelare con fatti concreti la sanità che non può avere un colore politico.

D’altronde la necessità di formulare un nuovo piano sanitario regionale è oltremodo necessario, e credo sia doveroso che questa istanza parta dal nostro territorio per adempiere al dettato normativo del nostro Statuto Regionale (cfr. art. 4, 7° comma ed art. 5, 1° comma) il quale prevede la doverosità dell’equa distribuzione del servizio sanitario, che non può prescindere dalla morfologia del territorio.

Richiesta di nuovo piano sanitario regionale, la quale è da ritenersi non solo necessaria ma anche ammissibile considerando l’art. 1, 13° comma ed art. 2 comma 2 bis D.LGS.  n. 502/1992; l’art. 50, 5° comma, T.U.E.L. D.LGS. 267/2000 ed il documento degli Stati Generali della Montagna Marchigiana del 5.2.2016.

  1. Occorre anche investire, non solo sull’Ospedale, ma nella prevenzione con una sinergia tra Ospedale e territorio. Da qui la necessità di potenziare il servizio di assistenza infermieristica domiciliare, che già sta svolgendo un ottimo lavoro, con più personale e più mezzi a disposizione.
  2. Coinvolgere maggiormente la sinergia tra i medici di assistenza primaria (c.d. medici di base) e la struttura ospedaliera con la creazione finalmente di un fascicolo personale del paziente, già esistente tra i medici del territorio, ma assente nella struttura ospedaliera, che addirittura non è in grado di dialogare al proprio interno fra i vari reparti e servizi, per la mancanza di questo fascicolo personale del paziente.
  3. Potenziare sempre di più la medicina e la prevenzione nel territorio aumentando il numero delle borse di studio per i medici che ambiscono a frequentare il corso triennale di medicina generale, condizione necessaria per essere inseriti nella graduatoria regionale di assegnazione delle zone carenti di medicina generale nel territorio.

Fra pochi anni, molti saranno i medici di assistenza primaria che andranno in pensionamento ed occorrerà un numero adeguato di medici formati che subentreranno loro nel territorio. Per non avere discrepanze nell’uscita dal servizio e nelle nuove nomine, occorrerà un numero adeguato di borse di studio regionali. Da ciò l’importanza di non far trovare il territorio carente di figure professionali importanti come i medici di assistenza primaria, investendo nella prevenzione e nella sinergia territorio ed ospedale.

  1. Parimenti è importante che i vari reparti e servizi ospedalieri possano funzionare in pieno in tutto il periodo dell’anno, garantendo un numero adeguato di specialisti al loro interno e non come avviene oggi, con degli spostamenti assurdi tra un Ospedale e l’altro, e questo può avverarsi laddove venisse istituita la nostra area vasta montana.

Per questi motivi mi auguro si trovi una sintesi comune tra le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, e mi ripeto, si dia mandato al Sindaco di rappresentare e fare sentire forte ed alta la voce della Città e del Territorio nelle sedi regionali, perché il problema dell’Ospedale non si può risolvere solo con qualche professionista in più nell’organico o spostandolo da un Ospedale all’altro, o addirittura in base alla velocità della percorrenza con la nuova strada che collega il nostro Territorio con Ancona, ma ridefinendo il ruolo dell’Ospedale in una nuova Area Montana ed il suo rapportarsi con il Territorio nella sinergia tra medicina ospedaliera e medicina territoriale.

 

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