CITTÀ SMART, CREATIVA, RESILIENTE: UNA SFIDA AMBIZIOSA

Fabriano è impegnata in una nuova sfida ambiziosa che si sviluppa nella partecipazione al Network Creative Cities UNESCO. La storia recente della città, sede di uno dei più interessanti distretti industriali del Paese, coinvolto nella crisi strutturale di questi anni, rende Fabriano un caso di studio imprescindibile tra le varie realtà del Network UNESCO, che ha posto al centro della sua ricerca l’analisi dei processi di passaggio dalla città industriale alla città contemporanea, che molti definiscono “creativa”. Il contesto scientifico/disciplinare/culturale in cui si muove la ricerca UCCN è quello tracciato da Habitat III e dalla Urban Agenda 2030 entrambi volti a definire obiettivi, azioni, progetti, priorità per la definizione di nuove policy urbane e per lo sviluppo locale la cui sostenibilità è retta anche dal ruolo chiave della cultura, della creatività e della diversità culturale. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, ha il compito di guidare le strategie e di seguire priorità per una crescita economica forte centrata sulla coesione sociale, sulla sostenibilità ambientale con l’utilizzo diverso e innovativo delle risorse naturali e culturali, su una città a misura d’uomo dotata di un’armonia urbana che permetta l’esistenza di un contesto sociale sicuro, vivace e sereno.

La stessa OCSE sostiene che nei prossimi vent’anni, un settore determinante per la crescita dell’economia sarà quello del benessere di cui la cultura è il fattore fondamentale, ed elemento ulteriore connesso alla cultura, è il discorso turistico e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale. La città, la cui forma è ancora prevalentemente determinata dalle funzioni che ospita, assume sempre più il ruolo di motore dello sviluppo, propulsore dell’evoluzione e del dinamismo delle comunità. Il suo disegno urbano quindi si modifica progressivamente con il passaggio alla dimensione creativa: per migliorare deve essere capace di creare una piattaforma per l’innovazione, deve acquisire tecnologie e conoscenze, incrementare le proprie intelligenze e connettere ogni aspetto della sua vita di comunità. Oramai le città medie sono sempre più vicine a politiche culture-oriented che risaltano l’identità e il patrimonio culturale attraverso processi di internazionalizzazione capaci di attrarre prima le persone e poi le economie. Le Città sono impegnate ad elaborare nuove policy, a creare innovative partnership tra le città del Network, centrate sul reciproco sostegno pubblico-privato, a dimostrare come la creatività sia l’elemento fondamentale per la crescita sostenibile. La rinascita della città deve infatti fondarsi sullo sviluppo della sostenibilità urbana in  una stretta relazione tra il centro della città, le periferie e i territori rurali circostanti: le aree dismesse, la città storica, i vuoti, possono trasformarsi in cluster creativi in grado di attivare iniziative economiche, imprenditoriali,  sociali  per realizzare progetti innovatori, in una strategia coordinata, armonizzata e connessa dalle energie rinnovabili, dai trasporti  e dalle tecnologie digitali capaci di proiettarsi dalla storia millenaria della città al suo prossimo futuro. La sfida della Città Creativa è dunque quella di comprendere nel proprio insieme non solo gli elementi smart, ma quelli della città resiliente che, reinterpretando sollecitazioni e accadimenti storici, costruisce risposte sociali, economiche e ambientali che le permettano di evolvere nel lungo periodo. La resilienza diviene quindi una componente fondamentale per lo sviluppo sostenibile agendo sui modelli organizzativi e gestionali dei sistemi urbani.

Francesco Fantini

 

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