IL CAMPETTO CHIUDE PER SPACCIO, E’ POLEMICA

Chiuso per spaccio l’impianto sportivo della scuola primaria Lippera di Cerreto d’Esi. Per l’Amministrazione comunale è una scelta necessaria in quanto “diventa, di notte, luogo di ritrovo di spacciatori e assuntori”. Critico contro questa decisione della Giunta Porcarelli, il consigliere del Partito Comunista dei Lavoratori, Marco Zamparini. Dal palazzo comunale fanno sapere tramite il vice sindaco, Giovanni Montanari che “non ci si può permettere che una proprietà pubblica diventi luogo per eccellenza per compiere azioni illegali”. Così la struttura esterna è stata chiusa. “Capisco – conclude Montanari – che questa possa essere considerata una soluzione drastica, ma la situazione, dal punto di vista della sicurezza, sta diventando preoccupante”. Dei continue episodi legati al mondo della droga sono stati informati anche i militari della stazione locale dei carabinieri. Opposizione all’attacco con il consigliere del Pcl. “Sindaco e maggioranza – dichiara Marco Zamparini – siete stati anche in grado di mettere i lucchetti al campo polivalente adiacente le scuole elementari. Non esiste più uno spazio pubblico dove le nuove generazioni possono incontrarsi per giocare al calcio, basket… adesso dove mandiamo i nostri figli nel pomeriggio a svagarsi un po’? La motivazione che date è per motivi di sicurezza, allora se per voi è così, vi invito a chiudere anche i giardini pubblici dato che versano in uno stato di degrado e di non sicurezza veramente serio e tutto questo per responsabilità vostra. Il Cag è chiuso, il campo sopra citato è chiuso, i giardini sono in totale abbandono, avete privatizzato gli impianti sportivi comunali … e cosa resta per i ragazzi di Cerreto? Nulla – conclude – se non il bar oppure rinchiudersi in casa davanti alle tv o ai videogiochi. Io per mio figlio, per i suoi amici e per i giovani di Cerreto, non voglio questo. Da genitore pretendo dei spazi pubblici dove mandarli a giocare in serenità riportando un po’ di vita sociale nel paese. Ma soprattutto vorrei che le nuove generazioni si incontrassero più per la strada che uscissero come noi facevamo da piccoli, senza stare tutto il giorno in casa con i cellulari in mano o tablet che siano. La repressione porta dei risultati opposti a quelli voluti. Qquesto paese è spento sotto l’aspetto sociale e gran colpa è di questo modo ottuso e bigotto di fare politica”.

m.a.

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