FABRIANO CITTÀ D’ARTE, L’ORATORIO DEL GONFALONE

Tra le vie del centro storico di Fabriano può accadere d’imbattersi in tesori artistici sorprendenti, quasi “nascosti”, ma che per il loro patrimonio culturale, religioso e storico riescono sorprendere il visitatore. Qui siamo nella zona della chiesa di San Benedetto e del Monastero Benedettino. La costruzione di questo splendido Oratorio cominciò nel 1610 per volontà della confraternita mariana, obiettivo era quello di creare un luogo di culto che non fosse di meno della Compagnia della Carità che stava mettendo in quegli anni a punto lo splendido Oratorio della Carità con il ciclo di affreschi del manierista Filippo Bellini, uno dei migliori allievi del Barocci. Per costruirlo ci vollero ingenti fondi, il reperimento durò molto, grazie alle offerte del popolo e alle donazioni di mercanti e benefattori si arrivò al suo completamento solo dopo 33 anni. Quando entriamo rimaniamo subito colpiti da uno scenario che ci coglie sorpresi per la bellezza, soffitto a cassettoni tutto immerso nell’oro e argento nel suo intaglio e lavorazione magistrale. L’autore è Leonard Chailleu, in italiano Leonardo Scaglia, detto il Francese, abilissimo in questo genere di lavori. 15 i cassettoni dove l’Assunzione in Cielo di Maria spicca tra le decorazioni d’oro. Eccoci poi alla tela dell’altare dell’urbinate Antonio Viviani, al tempo artista molto apprezzato anche negli ambienti romani, dove arricchì di affreschi palazzo Altemps e Barberini. Tardo Manierista che seguì la scia artistica lanciata da Federico Barocci. Giovanni Baglione nelle sue Vite di Artisti e Pittori ci parla di lui come di un talentuoso pittore tra ‘500 e ‘600, detto Il Sordo, per via dell’ udito che perse in parte causa l’aver troppo lavorato in ambienti freschi e molto umidi. Nel contesto artistico, siamo circondati da un interessante e ricco ciclo di affreschi, 12 tele riguardanti le storie della Vergine realizzate dal Bastari, invece sopra la porta troviamo le Tre Virtù Teologali; la Fede, la Speranza e la Carità, e lo stemma della Compagnia indicato da Papa Gregorio XIII opera del fabrianese Luca Lucci. Un luogo, uno scrigno d’arte, assolutamente da visitare, sorprenderà per l’impatto artistico rifinito e per la varietà di componenti artistiche differenti, un altro importante tesoro di una Fabriano da scoprire passo dopo passo.

Francesco Fantini