VOTAZIONE SUL BILANCIO, GIOMBI: “RESTO IN AULA, IL RIGORE FORMALE NON SERVE”

Fabriano – La seduta del consiglio comunale di mercoledì prossimo 28 marzo fa ancora discutere. A prendere le distanze dall’opposizione è un componente della minoranza, il consigliere Andrea Giombi, Fabriano Progressista, che già ieri, 22 marzo, non aveva partecipato alla conferenza stampa in cui i consiglieri Balducci (Partito Democratico), Cingolani (Fabriano Popolare), Stroppa (Forza Italia), e i rappresentanti dei partiti, Francesco Ducoli, segretario Pd e Francesco Spedaletti, associazione Fabriano Progressista, annunciavano che avrebbero abbandonato il consiglio al momento del voto a Palazzo del Podestà. “Resterò a seguire i lavori – ha detto Andrea Giombi – perchè il mio compito è fare opposizione all’interno dell’aula e non fuori. Sono per un’opposizione costruttiva e non per l’ostruzionismo a tutti i costi. Questi gesti non appartengono alla mia vita politica. Fabriano ha bisogno di proposte e non di rigore formale. Stiamo discutendo se un parete tardivo, quello dei revisori dei conti, può posticipare tutti i lavori con le conseguenze che seguono. Il parere, poi favorevole, quindi, non può scaturire tutto questo. Dovremmo basarci solo sulle questioni concrete che riguardano la nostra città”.
Emendamenti e Festival della Carta
Come anticipato ieri sono tre gli emendamenti già presentati dal consigliere Andrea Giombi, Fabriano Progressista: uno per la costituzione di un fondo contro la povertà che potrebbe essere alimentato con le risorse del 5 per mille; uno per la creazione di una voce che dia risorse ai comitati di quartiere al fine della realizzazione del bilancio partecipato e il terzo per la creazione di una voce che dia risorse per il cosiddetto Parco del Giano. A questi si aggiunge un quarto emendamento in cui in consigliere chiede “di inserire a bilancio 50mila euro per ideare e realizzare il Festival della Carta. Abbiamo già un comitato che sta studiando il progetto e potrebbe essere importante per il rilancio della città”. Già il 31 ottobre 2017 Giombi protocollò un’interpellanza per chiedere di istituire questa iniziativa visto che la città della carta non ha un appuntamento vero e proprio con la sua eccellenza, la carta di Fabriano. “Considerato che è il nostro simbolo, è la radice della nostra cultura – aveva scritto nel documento – il Comune deve fare di tutto affinché questo nostro simbolo non si riduca ad un marchio non legato effettivamente a Fabriano. L’istituzione di un festival della carta nella nostra Città potrebbe essere un tentativo per fronteggiare la crisi lavorativa nella Cartiera Fedrigoni; potrebbe essere motivo per valorizzare oltremodo il Museo della Carta e far nascere attività, botteghe sulla produzione della carta”. Un volano, quindi, per una città che sta scoprendo la sua vocazione turistica.
Marco Antonini
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