I 50 ANNI DELLA PEDEMONTANA, L’INCOMPIUTA PIU’ LONGEVA D’ITALIA

La Pedemontana, l’incompiuta che avrebbe dovuto collegare Fabriano, Sassoferrato e Arcevia, sta per celebrare il 50esimo compleanno da quando è stata ideata tanto che è stata soprannominata l’incompiuta più longeva l’Italia. Recentemente, per cercare di dare una speranza all’entroterra ed avere un’arteria importante per lo sviluppo di tante località lontane dalla costa, il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, ha inviato una richiesta al Ministro delle Infrastrutture, all’Anas, al Commissario straordinario per il sisma, Paola De Micheli e al vicecommissario per il Sisma, il governatore Luca Ceriscioli per inserire questa opera all’interno del “Piano di potenziamento della viabilità di accesso al cratere del sisma 2016” per finanziarla proprio con i soldi del terremoto. La lettera è stata sottoscritta anche dal sindaco di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli e dal sindaco di Frontone, Francesco Passetti, Presidente dell’Unione Montana Catria e Nerone. “Una strada fondamentale – spiega Santarelli – per togliere traffico dalle vie cittadine e per dare maggiore sicurezza a chi quotidianamente copre il tragitto Fabriano-Sassoferrato e viceversa. Uno scandalo – denuncia – con il quale ci siamo abituati a convivere, che sta li a segnare una ferita nel territorio e che è diventata ormai meta di chi deve disfarsi di qualsiasi tipo di materiale”. Sulla Pedemontana, infatti, regna il degrado. La piccola porzione di strada che era stata realizzata molti anni fa, infatti, è diventata simbolo dell’inciviltà del comprensorio vista la presenza di rifiuti di ogni genere, come tv, armadi, porte e lavatrici che, soprattutto di notte, vengono gettati da chi non rispetta le regole della convivenza civile. Dopo l’abbandono, quindi, anche l’incuria con l’amaro in bocca da parte di tanti automobilisti che, da decenni, attendono una strada come si deve per collegare Fabriano a Sassoferrato.

Terzoni, M5S: “Condizioni e fondi per farla ci sono”

“Dopo tante interrogazioni presentate, nei mesi scorsi, in Commissione siamo tornati a parlare di Pedemontana, con particolare attenzione alla breve tratta tra Sassoferrato e Fabriano i cui lavori iniziarono nel lontano 1971 senza essere mai ultimati. Il terremoto del 2016, che ha portato alla chiusura della stata comunale di Frasassi creando non pochi disagi a tutti i cittadini residenti nei comuni della zona, ha riportato in auge l’esigenza di avere questa importante opera viaria per rendere più agevole la circolazione in tutta la zona, specie ora che sono ripresi i lavori nel tratto di Pedemontana che da Fabriano dovranno condurre a Muccia e che si sta avvicinando il definitivo raddoppio della Statale 76. In questo scorcio finale di legislatura come M5s siamo stati gli unici a incalzare la ripresa dei lavori per questa cruciale infrastruttura: è solo di qualche settimana fa una dettagliata lettera inviata a ministero delle Infrastrutture, Regione Marche e Protezione civile da parte del sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli. Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro in commissione è stato chiaro: gli estremi per far ripartire i lavori ci sono. I fondi necessari Anas li ha e i tempi sono maturi perché si proceda, considerando oltretutto che nel versante settentrionale c’è anche il progetto compiuto dalla Provincia di Pesaro-Urbino per collegare Cagli a Sassoferrato. Con le Camere sciolte siamo in una fase in cui tante cose verranno messe in stand-by anche da parte dell’esecutivo. Però noi non permetteremo che si spengano i riflettori sulla questione: qualunque sarà il governo che nascerà nei prossimi mesi, l’opera va completata, anche perché si è aperta la possibilità dell’inserimento della stessa nel piano di accesso al cratere sismico. Un comprensorio che vive grandi difficoltà economiche e infrastrutturali trarrebbe grandissimi benefici da questa rivoluzione viaria: l’auspicio è che si vada avanti e non si rallenti ulteriormente il tutto”. Così Patrizia Terzoni, deputata Movimento 5 Stelle.

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