DA FABRIANO A LONDRA PER LAVORARE… SOGNANDO IL BEL PAESE

di Marco Antonini

Si è rimboccato le maniche, ha preso l’aereo ed è andato a Londra a cercare quello che qui nessuno gli offriva. La storia di Alessandro, giovane fabrianese e di come il mondo del lavoro non funziona più come dovrebbe!

Lascia l’Italia per cercare lavoro e lo trova nel centro di Londra. Lui è Alessandro Cucchi, commerciante di Fabriano da mesi in Inghilterra. Sognava di fare l’attore, ma per la sua timidezza e per essere cresciuto in una famiglia che ha sempre lavorato al pubblico, ha scelto di seguire le orme dei genitori. Stanco della piccola città in crisi è andato a trovare un amico a Londra e lì è rimasto. “Purtroppo – racconta – la crisi si è accanita molto sul mondo della moda e dello shopping e anche la gente è cambiata. Una volta era diverso. La gente comprava per il gusto di farlo, ci si interfacciava col cliente, nascevano bei rapporti, lo shopping era convivialità. Ora è come andare al supermercato. Nonostante ciò io continuo a lavorare alla “vecchia maniera” e chiunque sia stato mio cliente sa la passione che ci metto”. Alessandro ha cambiato molti lavori, dal classico negozio, all’ufficio, al supermercato, pronto a tutto pur di avere un’occupazione dignitosa. Non avendo trovato nulla di stabile a Fabriano è partito. “Ho fatto la valigia – ricorda – e sono andato senza sapere se è quanto mi sarei fermato. Ho stampato i curriculum in inglese e li ho consegnati nei negozi. Ho ricominciato a respirare l’aria dello shopping che piaceva a me. Vedevo la gente comprare con la stessa voglia e felicità di quando ero bambino. Dopo nemmeno 5 giorni di ricerche ho iniziato a ricevere diverse chiamate e ho fatto colloqui pur con un inglese incerto”.

Cucchi sottolinea la facilità con cui ha ricevuto proposte di lavoro e alla fine è stato assunto presso Moleskine. Peccato, però, che la nostalgia di casa inizia a farsi sentire perchè “Londra ti mangia un pezzo per volta, la vita scorre con un ritmo pazzesco. Pago 700 euro  – specifica – per una camera in un appartamento fatiscente e la paura degli attentati si respira in ogni strada”. Ora Alessandro parla benissimo inglese e, guardandosi indietro, è soddisfatto del percorso fatto. “Vorrei tornare in Italia e lavorare – dice– e dire a tutti che dovremmo credere più in noi stessi e investire meglio nel nostro paese”. Il bilancio è positivo. “Nel mio bagaglio ora porto amicizie nuove, emozioni forti, un inglese fluente e la voglia di rinnovarmi ancora. Questa è una scelta che avrei forse dovuto fare tanti anni fa ma ammettiamolo, da noi si stava bene e non se ne sentiva la necessità. Ad oggi – conclude – posso dirmi soddisfatto di me stesso e del coraggio che ho avuto nell’adattarmi a tante situazioni qui, ma credo sia giunto il momento di ritornare a casa, nel paese che ho sempre amato e che nonostante i suoi difetti è il più bello al mondo. Ho la mia famiglia, i miei amici e la vita all’italiana alla quale sono profondamente legato. Sto cercando un buon lavoro in Italia. Appena lo troverò farò i bagagli e tornerò nel mio Paese. Paese -. sottolinea – del quale dovremmo essere tutti un po’ più orgogliosi e non denigrarlo. Ce lo invidiano tutti nel mondo! Amiamoci! Amate voi stessi e fate sempre ciò che vi dice la testa e il cuore. Bisogna osare, sempre! Devo ringraziare Londra per questo, perché ho capito che tutto è possibile e non bisogna mai accontentarsi! Adattarsi, momentaneamente, si… ma accontentarsi mai!”

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