CINGHIALI NEL CENTRO DI CERRETO D’ESI, ABBATTIMENTI A FABRIANO

I cinghiali sono stati avvistati anche a Cerreto d’Esi. Gli ungulati non stanno creando problemi sono a Fabriano. Venerdì sera, ad esempio, un gruppo composto da almeno da 10 esemplari è stato immortalato ai giardini pubblici di Cerreto d’Esi. E’ stato un residente a scattare la foto. Questi grossi animali selvatici sono scesi nuovamente tra le case in cerca di cibo. Paura tra gli automobilisti causa attraversamento improvviso della strada sopratutto nelle ore notturne. Situazione analoga a Fabriano: ieri un residente ha segnalato la presenza di cinghiali in via Casoli, poco lontano dallo svincolo Ss76. Il 2 ottobre sono stati contati addirittura 20 esemplari in via Santa Croce (www.radiogold.tv/?p=29515) e anche lungo la strada provinciale che collega Fabriano a Sassoferrato. Il sindaco Santarelli, intanto, ha annunciato un nuovo piano di abbattimento dei cinghiali nella periferia di Fabriano. “Abbiamo già avuto contatti con i selettori – ha detto – il piano prevede che si interverrà per gli abbattimenti in determinate aree frequentate in maniera abituale dagli ungulati andando a colpire in ciascuna occasione uno o due cuccioli”.

Cinghiali anche sulla Fabriano-Sassoferrato. Il grido di allarme è degli automobilisti che ogni giorno percorrono la tratta. Ad essere preoccupati sono soprattutto gli automobilisti che, di notte, percorrono la via di comunicazione che collega le due città dell’entroterra. Non è il primo episodio segnalato nelle ultime settimane. Un problema, quello degli ungulati, che crea non pochi disagi a chi guida. Recentemente, infatti, sono stati denunciati anche alcuni incidenti per colpa degli attraversamenti improvvisi di questi cinghiali che, in caso di investimento, provocano ingenti danni alle auto oltre che la morte dell’animale. Le forze dell’ordine raccomandano prudenza alla guida e il rispetto del limite di velocità per evitare conseguenze più drammatiche. Sempre per colpa dei cinghiali, recentemente, una macchina è andata fuori strada verso Varano, nel Fabrianese. Secondo un’analisi della Coldiretti Marche il fenomeno costa ogni anno agli agricoltori e ai cittadini marchigiani circa 6 milioni di euro tra danni diretti e indiretti a cereali, legumi ortaggi, vigneti, ma anche ad automobili e persone. Nel 2016 sono stati abbattuti 474 cinghiali a Fabriano: impiegati 70 selettori che hanno permesso di ridurre i danni all’agricoltura del 60% rispetto al 2015.

Il sindaco Santarelli

È singolare che di tante cose importanti che si sono affrontate nell’ultimo consiglio comunale si stia parlando dei cinghiali, tema che abbiamo trattato in seguito a una interrogazione presentata da Fabriano Progressista con la quale denunciavano la presenza di questi animali nella zona di via Bovio.
Forse più che singolare è significativo. Comunque, la soluzione ipotizzata è stata proposta al rappresentante del consiglio dell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) e suggerita da tecnici esperti in materia. L’obiettivo è quello di evitare la mattanza a cui abbiamo assistito qualche anno fa con cani da caccia e cinghiali che sfrecciavano in mezzo alle case, cacciatori che sparavano vicino alle zone abitate e fotografie degli animali morti accatastati sul pianale di un furgone. Si tratterebbe semplicemente di collaborare con i cacciaselettori, che già operano sul territorio e che già abbattono sulla base di un piano autorizzato e nel rispetto della legge che prevede, tra l’altro, distanze di sicurezza dagli edifici, per intervenire in maniera puntuale quando i cittadini ci segnalano la presenza dei branchi nei pressi delle abitazioni. I cinghiali sono animali abitudinari, per cui si prova a fargli cambiare le aree abitualmente frequentate facendoli allontanare dal centro abitato. Ripeto: soluzione suggerita da professionisti e condivisa da rappresentanti dell’ATC. Tra le altre cose in passato la cooperativa in cui lavoravo si occupava anche di gestire l’attività dei selecontrollori del Parco per cui qualcosina in proposito penso di poterla dire. L’ipotesi della sterilizzazione a me piace di più ma per essere efficace deve essere condivisa da un territorio molto ampio e inserita all’interno di un piano almeno regionale e intanto bisogna mettere un argine. I cinghiali non sono animali stanziali e arrivano a percorrere oltre 50 km in una notte. Pensare di poter risolvere il problema con interventi di sterilizzazione limitati al nostro territorio è fuori da ogni logica.

m.a.

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