“VIA LE AUTO DAL CENTRO STORICO DI FABRIANO”

Turisti e residenti l’hanno detto con chiarezza in più di un’occasione: via le auto dal centro storico di Fabriano. La zona medievale della città, chiusa alle macchine, dalle ore 15 nei giorni feriali e tutto il giorno nei festivi, per essere apprezzata e valorizzata al meglio dovrebbe restare chiusa h24.

Il punto di Danilo Silvi, Lega Nord Fabriano

Il dibattito sulla pedonalizzazione del centro storico di Fabriano  tiene banco da oltre 20 anni con uno scontro tra favorevoli e contrari su cui si sono buttati litri d’inchiostro, contrapponendo cittadini, commercianti ed amministratori in una sorta di guerra santa. Che purtroppo si è combattuta e combatte intorno una città in forte cambiamento ed in profonda crisi, che avrebbe, al contrario, bisogno di stimoli ed entusiasmo. Per cui la prima domanda da porsi dovrebbe essere: la pedonalizzazione è un problema vero, oppure non già un’occasione mancata? Perché la pedonalizzazione dei centri storici ed urbani è un processo irreversibile che, con buona pace dei molti detrattori, va incontro ai nuovi bisogni della residenzialità, del vivere lento, del riappropriarsi delle piazze come luogo dell’incontro e del vivere civile. Peraltro il tema è concreto e quindi, l’approccio più sbagliato sarebbe quello di trasformarlo da confronto sul problema a scontro politico. Perché la questione vera non è il dibattito sul cassetto dei commercianti, quanto il confronto sul modello di sviluppo delle città in generale e di Fabriano in particolare. Purtroppo, promesse, cronoprogrammi troppo spesso campati per aria, interventi parziali e impropri tentativi di comunicazione, inutili tavoli di concertazione e messaggi contraddittorie non hanno aiutato a collocare esattamente il problema.

Ed il protagonismo di qualche assessore (magari anch’esso in concorrenza con l’opposizione) ha finito per sviare l’attenzione di tutti – per primo dell’opinione pubblica – dal fatto che una pedonalizzazione sostenibile poggia su una progettualità puntuale, si alimenta con una concertazione vera. Supera le resistenze con risposte misurabili in ordine a parcheggi, sistemi di collegamento, arredo urbano, e, soprattutto, congrue politiche di rivitalizzazione urbana e culturale. Allo stesso modo, la protesta di qualche operatore del centro che anziché indurre al piacere della scoperta cittadina, al consumo come momento ludico e gratificante, all’immagine di una città accogliente in cui è bello andare, minaccia chiusura e buio è, perlomeno, contraddittoria. Per non dire controproducente. Quindi adesso tocca al Sindaco. Deve riaffermare validità dei contenuti del proprio programma elettorale, oppure cambiarli dichiarandolo. Ma soprattutto deve avviare una concertazione seria, costruita su passaggi concreti, In una parola, deve fare il regista di un processo che coinvolge tutta l’amministrazione di cui lui è la garanzia.

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