IL GIALLO DEL PUNTO NASCITA DI FABRIANO SENZA PRIMARIO

Il giallo della sala parto di Fabriano. Non più Unità Operativa complessa, ma semplice Dipartimentale di Ginecologia con ambulatorio di Ostetricia. E’ la probabile trasformazione del reparto nascita dell’Ospedale Profili di Fabriano. A lanciare l’allarme è il ginecologo Vinicio Arteconi, da pochi mesi in pensione, che documenti in mano, evidenzia il trattamento riservato alla sala parto della città della carta. “A breve – ha detto – andrà in pensione il primario di Ostetricia e Ginecologia, il dottor Pasquale Lamanna. Dalle reti cliniche, l’atto che organizza l’attività degli ospedali di Area Vasta 2, è emerso che la sua figura non verrà sostituita con un altro di pari livello in quanto il reparto si trasformerà, da Unità Operativa Complessa a semplice Dipartimentale di Ginecologia: ciò significa la soppressione del punto nascita”. Mentre la Svizzera ha scelto di mantenere punti nascita al di sotto dei 100 parti in luoghi geograficamente disagiati, nel distretto montano tra Fabriano, Genga, Sassoferrato e Cerreto d’Esi  si rischia di costringere le gestanti a mettersi in macchina, sulla SS76, per raggiungere la sala parto più vicina. Un’agonia senza fine per il reparto che attualmente sopravvive per due anni grazie a un accordo in equipe con l’ospedale Salesi di Ancona. Quella delle reti cliniche, quindi, potrebbe essere anche solo una svista burocratica, ma quello che serve a Fabriano è la continuità e la serenità per lavorare come si deve. Preoccupati i sanitari in servizio. “Il primario – hanno confidato – non verrà sostituito e parte del personale, in caso di trasformazione del reparto potrebbe perdere il posto di lavoro: le ostetriche, ad esempio, non serviranno in caso di attività ambulatoriale. La politica deve intervenire per chiedere chiarezza”. In base alla documentazione già approvata dalla Direzione sanitaria, infatti, è emerso l’assenza della sala parto, mentre si continuerà a seguire la gravidanza fisiologica. “Questi due anni di equipe con Ancona – si chiedono le mamme attualmente seguite dagli ostetrici fabrianesi – sono solo fumo negli occhi?” Il dottor Arteconi si rivolge, ancora una volta, al primo cittadino. “Chiediamo – riferisce – una presa di posizione forte da parte del sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola: deve spiegare come stanno veramente le cose all’ospedale Profili, perché dopo il terremoto le attività si sono fermate per diversi mesi e perché è restato in silenzio davanti a questo impoverimento di cui pagheremo le conseguenze, anche dal punto di vista culturale, per molti anni. Il diritto alla salute fu una conquista, ora si torna indietro: così lo stato abbandona il territorio. Il sindaco si faccia promotore per coinvolgere tante piccole realtà per salvare i nostri ospedali”.

Marco Antonini

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