SILVANO D’INNOCENZO IN COMUNE: ‘BASTA FUMARE ALL’INTERNO’

di Marco Antonini

Potrebbe essere l’ultima battaglia di Silvano d’Innocenzo se non decidesse di continuare a “lottare politicamente” per il bene della sua città. Il consigliere comunale di Forza Italia ha puntato il dito contro i disservizi presso la sede municipale di Fabriano dove tanti impiegati, ogni giorno, svolgono il loro lavoro a servizio del cittadino. Non tutto, però, va sempre per il verso giusto. E senza generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio ha chiesto maggior serietà.

La denuncia di Silvano D’Innocenzo

“Termosifoni accesi con il termostato posizionato più verso i 30 gradi che i 20 nonostante l’inverno sia passato, finestre aperte già alle 7,35 del mattino, perché, forse, è troppo caldo e un odore di fumo che si avverte, in alcuni bagni, e in qualche ufficio del primo piano a dimostrazione che qualche sigaretta all’interno è concessa”. Così D’Innocenzo sulla situazione degli uffici comunali di Piazza 26 Settembre 1997 di Fabriano.

Il blitz

Ieri mattina il consigliere si è recato alle 7,30 negli uffici per verificare se le tante lamentele dei cittadini fossero vero. “Come consigliere – ha precisato al Corriere Adriatico – ascolto molto i cittadini e, ultimamente, molti mi hanno chiesto di fare qualcosa per bloccare il fumo all’interno dei locali, le temperature eccessive e il conseguente spreco di risorse. Così ho deciso di andare a vedere di persona: ho trovato finestre aperte nei corridoi per cambiare aria, alcuni dipendenti fuori gli uffici in prossimità della macchinetta del caffè e una stanza in particolare al primo piano, sul corridoio che porta alla sala Giunta, che emanava un forte odore di sigarette. Eppure – ha precisato – fumare nei luoghi chiusi è vietato dalla legge”.

Una battaglia di civiltà

“Non ce l’ho con nessuno – ha ribadito – ma pretendo, soprattutto in un periodo di crisi come questo, uno sforzo maggiore da parte dei dipendenti: ci sono tante persone che a casa non possono accendere il riscaldamento perché non arrivano alla fine del mese e qui è caldissimo e bisogna aprire la finestra. Chiedo al sindaco Sagramola e ai dirigenti di controllore il corretto funzionamento dei termostati e che nessuno fumi in bagno”. Alcuni dipendenti, dal canto suo, alla visita del consigliere sono rientrati subito nei propri uffici. Chi entra alle 7,30 invece che alle 8 del mattino – ha concluso – deve mettersi lavorare e non  a fumare o prendere il caffè”.

L’esempio di Napoli

Il sindaco di Pomigliano d’Arco (Napoli), Lello Russo, allarga il divieto di fumare, già in vigore nei locali di uso pubblico, nei parchi e nei giardini pubblici all’aperto della città, per garantire la “salute e la sicurezza dei cittadini”, ed annuncia sanzioni amministrative di 200 euro contro i trasgressori. Con un’ordinanza, Russo ha vietato le ‘bionde’, ma anche i sigari e le pipe, nei luoghi pubblici frequentati solitamente dalle famiglie, come il Parco Giovanni Paolo II, il Parco delle Acque, ed i giardini dell’Infanzia, dopo numerose segnalazioni da parte dei cittadini infastiditi dal fumo passivo sebbene in luogo aperto. “Fumare in presenza dei bambini costituisce cattivo esempio – ha detto il sindaco – e non vi è dubbio che l’interesse pubblico primario consista nel garantire sicurezza e salute dei cittadini, ma c’è anche l’aspetto della tutela ambientale giacché eventuali mozziconi di sigaretta rischiano di causare incendi o comunque danni alle piante e alla vegetazione dei nostri parchi”. In caso di eventi o manifestazioni nei parchi urbani, saranno gli organizzatori ad avere l’obbligo di esercitare il controllo sull’osservanza del divieto, individuando gli addetti alla sorveglianza tra il proprio personale. Lo riferisce il quotidiano La Repubblica.

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