PEDONALIZZARE IL CENTRO STORICO? PARLANO BALLELLI, PIACENTINI E BALDUCCI

Pedonalizzazione del centro storico sì o no? Questo l’annoso dibattito che da tempo rimbalza sui giornali ma anche sui mezzi di comunicazione social accendendo anche interessanti discussioni e dibattiti. Abbiamo interpellato per la nostra inchiesta l’architetto fabrianese Giampaolo Ballelli, da sempre molto combattivo sull’argomento. “Non parlerò di urbanistica o di patrimonio storico architettonico da salvaguardare – dichiara Ballelli. – Sono concetti che a volte sfuggono, possono apparire lontani e poco interessanti. Rimarrò sul concreto, sul semplice “tornaconto”. Credo sia conveniente pedonalizzare una parte del centro storico con una zona a traffico limitato (ZTL) ed una h. 24, per i seguenti quattro buoni motivi. In primis il rispetto della salute. Ogni anno in Europa muoiono circa 500 mila persone per problemi legati all’inquinamento dell’aria provocato da polveri sottili e gas combusti delle automobili. In Italia si muore di più rispetto agli altri Paesi dell’Unione perché le nostre città sono le più inquinate. Non solo vi è la perdita irreparabile di circa 85 mila vite ogni anno, ma anche costi enormi in spese ospedaliere e cure. Le concentrazioni di polveri sottili e gas combusti che si hanno anche nel nostro centro storico sono quasi sempre al di sopra dei limiti di legge. Dobbiamo porci subito rimedio. Inoltre l’inquinamento da rumori. Le vie strette e la mancanza di cuscini di verde tra le abitazioni e il rumore del traffico porta il livello dei rumori a tutte le ore del giorno è della notte al di sopra dei limiti di legge. Come tutti sanno questo comporta disturbi cardiaci e depressivi, difficoltà di concentrazione e di studio. Non è più tollerabile. Attenzione ai danni al commercio. Al contrario di quanto alcuni credono il traffico di “attraversamento”, nel centro storico non favorisce il commercio. Prova ne sia che la scelta autoreferenziale della precedente giunta di cancellare la Z.T.L. non ha migliorato la situazione delle attività commerciali del centro storico. Al contrario hanno iniziato un lento e preoccupante declino. In tutte le città (si guardi le vicine Ancona o Jesi) dove si sono pedonalizzate parti importanti del centro le associazioni di categoria hanno registrato, dopo un iniziale calo, un aumento delle vendite che ora sono maggiori rispetto a prima. Parliamo – spiega- anche delle spese di manutenzione delle strade. Il traffico continuo, in buona parte di attraversamento, ovvero di veicoli che passano per il centro per “accorciare” od evitare semafori e rotatorie, comporta una continua usura del manto stradale. In centro non possiamo utilizzare asfalto o altri materiali economici e fonoassorbenti; siamo costretti ad utilizzare selciati di pietra. Non possiamo più permetterci – conclude – con i bilanci comunali all’osso, manutenzioni continue delle strade del centro storico, non possiamo più permetterci questi “danni collaterali” che tolgono risorse al resto della rete stradale e alle frazioni. Rendiamoci conto che la città antica fu costruita per l’uomo, quella moderna per le automobili. Se non ci interessa salvaguardare l’arte e le testimonianze della nostra passata civiltà mi auguro che ci interessi almeno la nostra salute ed il nostro tornaconto.” Il dibattito è aperto.

Interviene anche Paolo Piacentini, presidente di Federtrek: “La pedonalizzazione dei centri storici, se ben organizzata, da risultati eccezionali su più fronti. Quello più significativo è il miglioramento oggettivo della qualitá della vita dei cittadini che recuperano spazi di socialità ormai dimenticati e un abbattimento significativo degli inquinanti. La pedonalizzazione permette ai bambini di riprendersi la città giocandoci in piena libertà ed in sicurezza (vedere il modello di Pontevedra in Spagna dove i bambini vanno tutti a scuola a piedi in sicurezza). Una città pedonalizzata – spiega Piacentini – almeno in tutto il centro storico, diventa dopo un paio d’anni luogo privilegiato di un commercio di qualità, di luoghi della creatività e della cultura ed alza notevolmente l’attrazione di un turismo esperienziale e legato alla dimensione storico-culturale. Fabriano in base ai dati OMS sui benefici del camminare o pedalare in città rientra pienamente nelle dimensioni ideali con distanze che non superano i 3 o 4 km ( ovviamente parlo della città e non delle distanze con le varie frazioni). Chi ha avuto il coraggio di pedonalizzare, superando le opposizioni iniziali di alcuni commercianti e cittadini, ha poi ottenuto un consenso eccezionale. La pedonalizzazione ovviamente va pianificata e per quanto è possibile avviata con un processo partecipato ma poi bisogna comunque avere il coraggio di partire. Va migliorata la viabilità nelle zone esterne ma soprattutto va ottimizzato il TPL con navette ecologiche, sorta di circolari che permettano di arrivare nell’area pedonale limitando al massimo l’uso dell’auto privata.”

La conclusione con l’assessore al Turismo del Comune di Fabriano Giovanni Balducci. “La chiusura del centro storico è necessaria per recuperare il senso del bello, del ritrovo, della discussione, della socialità, della civiltà, del “salotto bello” della città che esso rappresenta sia per i fabrianesi sia per chi visita Fabriano. Se poi il problema – spiega Balducci – sono la “perdita” di una trentina di parcheggi che, oggi, per mezza giornata sono disponibili….. a questa problematica c’è una soluzione semplice ed efficace che permetterà di non perderli …. ovvio nelle immediate adiacenze della zona centrale pedonalizzata!”

Gigliola Marinelli

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