LE ESEQUIE DI GIANNA PIERALISI CASOLI, IL COMMOSSO RICORDO DEGLI OPERAI

Fabriano ha ricordato Gianna Pieralisi Casoli deceduta lunedì sera. Le esequie ieri nella chiesa dei Santi Biagio e Romualdo dove Mons. Alfredo Zuccatosta ha celebrato il rito funebre. Anche la piazzetta antistante la storica chiesa del centro storico era gremita di persone che hanno voluto dare l’ultimo omaggio alla donna che, nel 1978, dopo la morte del marito Ermanno, non ha mai avuto mezzo dubbio circa la sua volontà di guidare l’azienda di famiglia capitanata ora dal figlio Francesca. Elica in lutto. Tantissimi gli operai e gli impiegati che hanno voluto far coraggio ai parenti in questo momento di dolore. Si, parenti. Anche loro, infatti, si sono sentiti parte della famiglia Casoli. “Siamo stati tutti figli tuoi, Gianna – hanno detto commossi al termine della Messa – e ogni giorno ci hai toccato con la tua premura, la tua semplicità e il tuo coraggio”. Lo stesso quadro descritto dalle letture bibliche scelte da don Alfredo che nel corso dell’omelia l’ha definita “una donna saggia e forte che ha dato la sua vita, il suo tempo, la sua creatività per costruire qualcosa di nuovo fondato sull’amore e sull’onestà”. Il parroco della Cattedrale ha ricordato le diverse celebrazioni eucaristiche in onore di Santa Lucia che Gianna ha voluto festeggiare nello stabilimento fabrianese. “Vedeva tutto – ha spiegato – con gli occhi della fede e il bene che ha fatto non andrà perduto”. Anche don Umberto Rotili, il giovane parroco e regista di musical di successo, conosceva bene Gianna Pieralisi. “Negli anni ha sempre dato l’esempio – ha spiegato – e gli operai l’hanno seguita con ammirazione. Era un punto di riferimento per tutti”. Il coro di San Venanzio ha animato una celebrazione molto commovente. Presenti le forze dell’ordine, i sindaci di Fabriano Sagramola e di Cingoli Saltamartini, l’ingegner Francesco Merloni con la moglie e il figlio Paolo, presidente di Ariston Thermo, l’ex ministro per l’Innovazione, Lucio Stanca, Elio Catania, ex presidente di Ferrovie dello Stato.  Al termine della Messa, il ricordo del figlio Francesco. “Questo saluto – ha confidato poco prima – mia madre se lo merita tutto. Era una donna temeraria – ha raccontato – che non si arrendeva mai, nemmeno quando mi accompagnò in una escursione di speleologia e scavò in grotta con me per sette ore. Dopo la morte di Ermanno ha proseguito con Elica senza mai pentirsi. La nostra vita è cambiata: ci ha insegnato che chi dà amore, ne riceve tanto in cambio”.

m.a.

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