VANDALISMO IN CENTRO A FABRIANO, L’EDUCAZIONE CHE NON C’E’

No. Non è questione di movida, di riposo, di tolleranza. E’ questione di educazione, che non c’è più. Gli atti di vandalismo più o meno recenti accaduti a Fabriano dimostrano da una parte la noia di tanti giovani che non sanno più comunicare e impiegare il tempo libero, dall’altra l’assenza delle famiglie. E’ una questione educativa più che di principio. E il tutto deve partire, non dalle attività commerciali, ma da tanti adulti distratti.

Quiete notturna e divertimento a tutti i costi, pur rispettando gli orari di chiusura delle attività commerciali. Atti vandalici e giovani che frequentano le vie del centro di Fabriano fino all’alba. Il problema affligge la città con tanti casi di degrado e nell’abuso di alcol. Solo tre esempi anche se in archivio ce ne sono tanti. Negli ultimi mesi una serie di auto parcheggiate in viale Stelluti sono state rigate con una chiave e i proprietari hanno sporto denuncia contro ignoti. Serviranno diverse centinaia di euro di lavoro in carrozzeria per sistemare gli sportelli delle macchine graffiate con l’amarezza per un fatto che, ormai, si ripete spesso. Diversi, poi, i giovani fermati, poco prima dell’alba con strumenti atti ad offendere all’interno delle macchine. Ultimamente, invece, rotto il vetro del portone d’ingresso di un condominio di via Miliani. Purtroppo sono aumentati i casi di vandalismo e chiamazzi notturni proprio in centro storico dove i residenti, da tempo, hanno alzato le barricate e chiedono più controlli e azioni forti in via Balbo e non solo. La fine dell’epoca dormitorio con le fabbriche che dettavano la sveglia mattutina molto presto ha determinato l’apertura di diverse attività commerciali che stanno facendo del loro meglio per animare il tempo libero a persone di tutte le età. I residenti, però, sono stanchi e chiedono un’inversione di rotta. “Il problema è sia la maleducazione e l’incapacità di divertirsi senza bere troppo e lo scarso amore per la propria città. Più che penalizzare i locali o limitare i permessi – ha detto Assunta, un’anziana che soffre d’insonnia e passa le notti sveglia sul divano – io colpirei duramente chi si comporta in modo incivile”.

Come in ogni città piccola, dove l’happy hour è arrivato con anni e anni di ritardo, il divertimento fatica ad essere compreso come vettore che muove l’economia. L’ex presidente del consiglio comunale Pariano ha chiesto al sindaco di attivarsi con incontri formativi e controlli da parte della polizia locale, ma poi rimane la domanda: questi locali dove li facciamo aprire se non nel centro della città?

Marco Antonini

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