UN MUSEO ARCHEOLOGICO AL PALAZZO DEL PODESTA’

Procedono i lavori di ristrutturazione al Palazzo del Podestà e noi vogliamo focalizzarci nel dettaglio su quelli al piano terra, che si estende dalla scalinata della piazzetta del Podestà fino a via Bartolo. Ne abbiamo parlato con l’Assessore al Turismo Giovanni Balducci: “L’idea con la quale è stato previsto questo rifacimento è quella di inserire nel primo piano del Podestà una realtà interamente dedicata all’archeologia, concentrando in essa sia i reperti archeologici piú significativi – ha detto – che la nostra zona ci ha restituito, sia del materiale che ci informi e ci orienti sulle a noi più vicine realtà archeologiche, cartaceo sì, ma soprattutto tecnologico. “Abbiamo moltissimi cimeli da esporre prevalentemente provenienti da Attidium, ma vogliamo che questo diventi un museo attivo, non che rimanga statico: abbiamo a disposizione 4 stanze, che oltre ad ospitare un’accurata selezione di monete, monili, accessori da donne, utensili, parti di templi, vasi ed oggettistica varia, tutto materiale attualmente in deposito nel reparto archeologico di Ancona, saranno incorniciate da dei pannelli dinamici grazie ai quali andremo ad immerggere il visitatore in un mondo più ampio, mostrando tutti i siti dove andare a toccare dal vivo la nostra storia.” Un’occasione in più dal punto di vista turistico per la città. “Per far questo museo si è pensato di sfruttare in maniera tecnologicamente avanzata quello che è il corridoio centrale, lasciandolo aperto e fruibile dalla mattina alla sera, con schermi permanentemente attivi che proiettino le immagini dei parchi archeologici a noi limitrofi come Attidium, Sentinum, Matelica, Castelleone di Suasa e San Severino – ha spiegato Balducci – per richiamare le persone a queste realtà e far capire che non sono gemme isolate perse nel nulla, ma che fanno parte di un affascinante sistema reticolare molto ampio e facilmente fruibile”. Il progetto include anche i doverosi sistemi di videosorveglianza, che garantiscano un controllo continuo sulle nostre memorie storiche in mostra. Tutto questo si propone una duplice finalità: da una parte quella di accrescere la nostra potenza attrattiva nell’ottica di trattenere i turisti nelle nostre zone il più a lungo possibile, mostrando loro tutto quello che abbiamo da visitare; dall’altra quella di creare più sinergia all’interno dell’entroterra mettendoci in collegamento con questi luoghi vicini che raccontano di noi. Questo Museo archeologico è un’occasione da non perdere. “Un altro segno da parte del Comune di Fabriano – conclude l’assessore – di voler fare sinergia con altre realtà, di stringere alleanze con gli enti locali a noi vicini, nel fine più lungimirante di diventare lo snodo tra il mare e l’entroterra. Ci vorrà di certo anche una buona promozione, che si pone l’obiettivo di andare a stuzzicare la curiosità anche di chi non è un appassionato di archeologia. Stiamo lavorando perché questo progetto prenda corpo quanto prima”.

Paola Rotolo

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