COSI’ ABBIAMO SALVATO LA BAMBINA NEL FIUME

“Stavamo nuotando nel fiume quando abbiamo sentito una mamma urlare e siamo corsi a capire cos’era successo. Scaldando velocemente una roccia abbiamo visto una bambina distesa dentro l’acqua a pancia in giù con la sorella e il papà che cercavano di tirarla fuori, ma erano stremati e stavano perdendo le forze. Non c’è stato tempo per pensare: l’obiettivo era salvarla”. Così Marco Costantini, di Fabriano, racconta il venerdì di paura che ha vissuto a Genga. Poi il sospiro di sollievo con l’abbraccio del destino che ha salvato la piccola undicenne che non sa nuotare: sarebbero bastati pochi secondi in più di agonia e la ragazzina sarebbe morta annegata nel gorgo generato dalle correnti del fiume Esino poco lontano dalle Grotte di Frasassi. A salvare la famiglia spensierata che voleva trascorrere alcune ore di relax al fiume sono stati un gruppo di amici capitanati da Rocco Serafini che non c’ha pensato due volte e – con Tobia Tommasini e Giacomo Grossi e Marco, tutti di età compresa tra i 25 e i 30 anni – si è immerso nel fiume. “Siamo ancora emozionati. La bambina – hanno detto – stava soffocando dentro l’acqua, ci siamo precipitati da lei, l’abbiamo sollevata e, al primo colpo di tosse, abbiamo toccato con mano che eravamo arrivati in tempo. L’abbiamo salvata grazie alla prontezza di Rocco che ha capito subito che ogni secondo che passava poteva essere fatale”. Il papà si trovava qualche metro più in là e anche lui era in forte difficoltà. La mamma, sotto choc, guardava impotente, con le lacrime agli occhi, dalla riva dell’Esino. Sul posto, poi, gli agenti della polizia locale, i carabinieri, i sanitari del 118 dell’Ospedale Profili di Fabriano e alcuni turisti che, in fila per entrare alle Grotte, hanno sentito le urla e si sono messe alla ricerca di quelle persone che chiedevano aiuto in modo disperato. “Un’intera famiglia vuole fare un picnic lungo il fiume, poi succede qualcosa per cui la figlia undicenne cade in acqua e ha rischiato, in pochi secondi, di finire annegata per colpa delle correnti d’acqua, ma l’aspetto più grave è che nessuno di questo nucleo familiare sapeva nuotare”. Una storia a lieto fine con protagonisti i giovani. “Questi ragazzi – confida M.G. che ha seguito le operazioni di soccorso dal ponte delle Grotte – sono stati prontissimi e veloci: hanno dimostrato che le nuove generazioni non sono così indifferenti come gli adulti le vuole dipingere. La lezione, anche in questo caso, è servita: fate fare un bel corso di nuoto ai vostri figli, potrebbe sempre essere utile, non solo al mare!” Tanta paura venerdì pomeriggio tra i turisti che si trovavano in fila per ammirare il complesso ipogeo di Frasassi. “Abbiamo sentito una donna urlare a squarciagola e ci si è stretto il cuore”. Figlia e papà hanno rischiato di annegare ma l’altruismo di un gruppo di giovani ha permesso alla vita di vincere ancora una volta.

M.A.

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