L’UOMO DI ALTAMURA E IL PASSATO CHE RITORNA – di Alessandro Moscè

La notizia più rilevante della settimana scorsa è senz’altro quella che riguarda “l’uomo venuto dal passato”. Ad Altamura c’è un tesoro prezioso non solo per la Puglia, ma per tutto il mondo culturale e scientifico. Sono pochi i reperti fossili umani con la combinazione di caratteri morfologici così marcati e identificativi. Non c’è nulla di altrettanto completo nella documentazione paleoantropologica che precede la comparsa e la diffusione della nostra specie. Niente del genere prima del famoso Homo sapiens. Si è proceduto alla ricostruzione dell’Uomo di Altamura da parte di un’equipe di studiosi, effettuata partendo dallo scheletro di Homo neanderthalensis scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, ad Altamura, risalente a ben 180.000 anni fa. Grazie all’utilizzo del laser, senza toccare lo scheletro ancora incastrato nella roccia, scienziati e paleo-artisti hanno fatto rinascere il nostro antenato di Neanderthal. All’apparenza sornione, intento a scrutare lontano nonostante la sua fine fosse vicina. Con il naso schiacciato e le sopracciglia arcuate tipiche degli uomini del Pleistocene, l’uomo di Altamura ha un volto e un corpo. “Ci abbiamo lavorato circa un anno”, spiega Alfons da Amsterdam. “Abbiamo ricevuto dall’Italia i dati digitali sulla scansione laser e li abbiamo ricostruiti usando soprattutto il silicone. Per barba e capelli ci siamo fatti mandare dal Canada del pelo di bue muschiato”. Questa scoperta ci fa capire che il passato ha una larga eco sul presente, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo. Siamo immersi in un eterno presente e ci sfugge da dove veniamo, cosa siamo diventati. E’ stato immaginato un uomo della Papua Nuova Guinea o della Mongolia intento a fissare dei turisti al giorno d’oggi, con lo stesso sguardo pensoso. Un uomo che in fondo non è così diverso da quello del 2016, un nostro parente lontano che suscita curiosità. Avrà vissuto meglio di noi? Con meno agiatezza, ma con più serenità? Con meno conoscenza ma con più consapevolezza? Sarà stato più intelligente o più istintivo? Sarà stato più astuto o più viscerale? Avrà avuto un maggiore spirito di sopravvivenza? E come avrà gestito i suoi sentimenti? Si sarà innamorato come succede nel terzo millennio, o sarà stato asettico alla sfera delle emozioni?

Alessandro Moscè

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