NON VOGLIAMO NASCERE SOTTO LE GALLERIE

Contestazioni in sala al Pd nella tappa della campagna informativa regionale “Le strade delle riforme” al Ridotto del Teatro Gentile di Fabriano, per la chiusura del punto nascita. C’era attesa, ieri pomeriggio, per il presidente della Regione e assessore alla Sanità Luca Ceriscioli, ma il governatore non si è presentato, sembra per una incomprensione. Il segretario regionale del Pd Francesco Comi ha incontrato il comitato per la salvaguardia del punto nascita, assicurando che la Regione “investirà per il potenziamento delle strutture montane con risorse finanziarie e professionali” e annunciando un incontro tra Ceriscioli e il sindaco di Fabriano Sagramola. Ma il pubblico in sala ha contestato vigorosamente il capogruppo regionale Busilacchi, interrompendolo più volte a suon di urla e con lui tutti i dirigenti del partito. Con fischi e slogan è stato chiesto ad Asur e Regione Marche di bloccare la chiusura del punto nascita almeno fin quando non termineranno i lavori di raddoppio della ‘strada maledetta’. “Ogni giorno subiamo rallentamenti e interruzioni – hanno detto alcuni cittadini in sala – e il governatore, invece di percorrere questa strada per rendersi conto di persona cosa significa tenere un comprensorio bloccato per cinque ore consecutive, ha preferito non presentarsi. Fabriano lo attende”. Duro anche il Movimento 5 Stelle. “Il Governatore – ha detto il consigliere Joselito Arcioni – non ha avuto coraggio e non ha attraversato la SS76 per venire ad ascoltarci. Dovremo spostarci noi ancora una volta? Siamo rappresentanti da due esponenti regionali indagati per spese pazze e da amministratori locali che si sono auto sospesi dal Pd”. Sul piede di guerra il dottor Vinicio Arteconi. “Il punto nascita è un valore per la comunità. La politica ha provocato già un aumento della mortalità e una diminuzione delle nascite. Questa non è la strada giusta per le riforme”. Delusi gli attivisti di Sveglia Fabrianesi. “Purtroppo i calcoli numerici hanno prevalso. Il punto nascita di Fabriano verrà chiuso definitivamente ma forse con una morte assistita chiamata Afoi. In tutte le Marche rimarranno solo cinque punti nascita…ovviamente nessuno nell’entroterra.”

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