LA BELLEZZA – di Laura Trappetti

A volte guardi fuori e ti sembra che non ci sia molto da dire. Siamo circondati da voci e pensieri, ovunque tutti sembrano già aver detto tutto, pensato tutto, oppure ci si incarta sempre sugli stessi discorsi, le polemiche di sempre, in cui c’è molto malessere e acute analisi, ma le conseguenze rimandano a un detto che si diceva dalle mie parti: purifica, sgargagnifica e lascia come trova. L’istinto di estraniarsi si fa pressante, viene la voglia in qualche maniera di tutelarsi dalle brutte notizie, da tutto questo parlare a vanvera che ci avvelena inutilmente.  Eppure viviamo in questa realtà, è impossibile disinteressarci. Essa, in ogni caso, non smette di occuparsi di noi, di intersecare le nostre vite e di condizionarle. Molto spesso mi chiedo quanto la bruttezza possa farci del male, quanto incida sui nostri atteggiamenti, che peso abbia nell’incattivimento di molte persone. E’ una bruttezza diffusa: brutta l’inefficienza dei servizi, brutta la disonestà, brutta la maldicenza, brutte le città, brutto il modo in cui molti sono costretti a vivere. Non può essere che questo non ci faccia del male, non può essere possibile abolire la nostra sensorialità e semplicemente non vedere, non sentire, non toccare o annusare. Dalla bruttezza non si sfugge. Se dunque questo è vero, vero deve essere anche il contrario, cioè che la bellezza in qualche modo realmente possa “salvare il mondo” come direbbe il principe Miškin e forse è proprio per questo che io, come tanti, mi ostino a dare alla bellezza, quella della natura, dell’arte, dei rapporti umani,  un valore. Ieri sera su Rai 5 è andato in onda il film “Pina”, dedicato alla coreografa Bausch e nel vederlo, per una volta di più ho compreso quanto tutto questo sia importante. Il film combina immagini di danza e ricordi dei ballerini che con Pina hanno lavorato per oltre un ventennio. Nel movimento dei corpi, vecchi o giovani senza differenza, dagli occhi, dai volti, dalle parole, la vedi, è lì: la bellezza che salverà il mondo. Non solo arte, ma un modo preciso di viverla, con amore.

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