VENETO BANCA, CDA APPROVA BILANCIO CONSOLIDATO

Il Consiglio di Amministrazione Veneto Banca ha approvato il bilancio consolidato e il progetto di bilancio individuale al 31 dicembre 2015 confermando i risultati approvati nella seduta del 9 Febbraio 2016.

PRINCIPALI DATI ECONOMICI
Risultato della gestione operativa pari a 261 milioni di euro, in crescita rispetto al 2014 grazie alla buona tenuta dei ricavi e nonostante la presenza di componenti non ricorrenti sui costi. Rettifiche su crediti a 754 milioni di euro, corrispondenti a 332 punti base di costo del credito a seguito di una attenta e rigorosa revisione dell’intero portafoglio creditizio. Coperture sul totale crediti deteriorati al 35,3% (37,8% inclusive delle posizioni stralciate) in crescita di 370 punti base rispetto a dicembre 2014; copertura sulle sofferenze al 52,8% (56,4% inclusive delle posizioni stralciate) in crescita di 500 punti base rispetto a dicembre 2014. Rigorosa politica di revisione delle principali voci di attivo patrimoniale: totale azzeramento dell’avviamento di Gruppo per circa 418 milioni di euro e impairment degli avviamenti riconducibili a BIM (contabilizzata nelle attività in via di dismissione) per circa 83 milioni di euro. Accantonamenti a rischi e oneri per circa 88 milioni di euro. Risultato finale negativo per 882 milioni di euro.

PRINCIPALI DATI PATRIMONIALI
Raccolta totale – costituita da raccolta diretta, raccolta amministrata e risparmio gestito – a 38,8 miliardi di euro (-4,2% anno su anno e -3,9% rispetto a settembre 2015). Risparmio gestito e amministrato a 16,3 miliardi di euro (+2,6% anno su anno e stabile rispetto a settembre 2015). Raccolta diretta a 22,5 miliardi di euro (-8,6% anno su anno e -5,9% rispetto a settembre 2015). L’indicatore LCR si è attestato a dicembre 2015 al 53% (89% a settembre 2015). Tale dinamica ha riflesso situazioni peculiari e di settore venutesi a creare congiuntamente nella parte finale dell’anno, specificatamente l’Assemblea Straordinaria del 19 dicembre 2015 ed il salvataggio di 4 banche regionali italiane (con prima parziale applicazione della nuova normativa del cosiddetto bail-in), che hanno avuto un
impatto sulle scelte di risparmio della clientela. Le azioni messe prontamente in campo dalla rete commerciale, congiuntamente alle iniziative (in parte già realizzate) dell’Area Finanza, hanno contribuito ad una progressiva normalizzazione della situazione di liquidità e permetteranno di riportare l’indicatore LCR sopra al 70% prima della fine del primo trimestre 2016. Impieghi netti a 22,7 miliardi di euro (-4,7% anno su anno e -3% rispetto a settembre 2015). Rapporto impieghi su raccolta diretta al 101%. Crediti deteriorati netti a 4,9 miliardi di euro (inclusa la controllata BIM) con un’incidenza sullo stock degli impieghi netti pari al 20,4%. Patrimonio netto tangibile a oltre 1,9 miliardi di euro. Coefficienti patrimoniali: CET 1 ratio (phased in e pre aumento di capitale) al 7,23%. Total capital ratio (phased in e pre aumento di capitale) al 9,06%. A pieno regime (fully loaded) il CET1 è pari al 6,82% ed il Total Capital all’8,56%. Questi coefficienti risultano peraltro al netto dello scomputo a titolo prudenziale di complessivi 298 milioni di

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