AL PROFILI PARTI IN EMERGENZA E PATOLOGIA GINECOLOGICA

Domani, alle ore 11, sit in alle ore 17 in Piazza Cavour di Ancona in concomitanza con la commissione sanità della Regione. Sarà presente una numerosa delegazione fabrianese per tutelare i diritti dell’entroterra. “La donna deve essere protetta, per questo le gestanti che verranno in Ostetricia con le doglie accentuate o il travaglio già iniziato potranno partorire al Profili. Una mamma in quelle condizioni non può essere trasferita altrove perché corre un rischio sia lei che il nascituro. Poi, una volta stabilizzato il quadro clinico, verrà accompagnata nel punto nascita autorizzato più vicino”. Lo annuncia il primario Pasquale Lamanna affranto per quanto sta accadendo all’ospedale di rete di Fabriano. I sanitari sono convinti che accogliere chi arriva in reparto con le doglie sia il minimo che un medico possa fare. A meno di un mese dalla chiusura del punto nascita, gli 8 medici dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia guardano avanti. “Come sempre – sostengono – le gravidanze difficili verranno trasferite al Salesi di Ancona. I parti in emergenza verranno effettuati. Di pochi giorni fa la ‘disobbedienza sanitaria’ del primario Lamanna che ha insistito affinchè questa posizione sia accettata anche dalla direzione sanitaria. Si comincia a delineare, intanto, il futuro di medici e paramedici. “Nessuno – dichiara – verrà trasferito fin quando non ci saranno evidenze di nuovi flussi di parto”. La patologia ginecologica, compresa la chirurgia complessa anche di tipo oncologico, rimane e sarà possibile incrementarla. In poche parole quella che inizierà a febbraio sarà una prima fase di assestamento in attesa di nuove mosse da parte di Asur e della Regione intenzionate a rivoluzionare la sanità marchigiana nonostante le polemiche. Nessuno si arrende. Fabriano confida nel ricorso al Tar che potrebbe essere presentato nei prossimi giorni. Anche il Sindaco Sagramola ha già annunciato che ci sono tutti i presupposti per fare ricorso e vincerlo. “Confidiamo nel Tar – confida Lamanna – perché l’annullamento della determina del 24 dicembre aiuta noi e il comprensorio fabrianese e toglie a questa politica ogni debito ministeriale visto che a Roma hanno deciso di delegare alle Regioni la richiesta della deroga. Sono sempre di più coloro che applicano norme senza conoscere il territorio”.

Marco Antonini

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