SENZA STIPENDIO DA MESI, SUORE CERRETO D’ESI LASCIANO CASA DI RIPOSO

Non c’è più religione. Anche le suore senza stipendio a Cerreto d’Esi. Nel mirino dell’amministrazione comunale sembra che siano finite anche le quattro religiose che, da decenni, svolgono la loro attività nella Casa di Riposo cittadina. A segnalare il rischio che corrono i tanti anziani presenti è il gruppo di minoranza CambiaMenti. Una questione prettamente economica per cui tanti cittadini hanno chiesto una presa di posizione da parte della Giunta Porcarelli. “Il problema – denuncia il consigliere Sandro Cimarossa – è il mancato pagamento del loro stipendio da cinque mesi. Inoltre sono venuti meno anche altri servizi concordati, il tutto nel totale disinteresse del Comune di Cerreto d’Esi.” Ultimamente, infatti, è stata eliminata la fornitura dell’acqua per l’orto e la connessione internet. CambiaMenti si chiede come mai non ci sono i soldi per questi pagamenti e il perché di questa decisione. “Nel bilancio comunale – precisa – la voce in questione è una delle poche che non pesa nei conti in quanto chiude in pareggio e le entrate non possono essere utilizzate per altri scopi.” L’obiettivo è quello di riuscire a mantenere le suore presso la Casa di Riposo della città.

Nel mirino dell’opposizione la gestione degli uffici pubblici. “Per noi consiglieri – spiega ancora Cimarossa in una nota – è impossibile informarci perché in Municipio siamo praticamente senza ufficio ragioneria con un dipendente in servizio part time che deve preparare il bilancio assestato entro la fine del novembre. Se consideriamo che abbiamo anche un economo che si è insediato da pochi giorni, un segretario provvisorio, un’altra figura amministrativa che per motivi familiari sarà assente per i prossimi mesi, potete immaginarvi il caos che regna.” Oggi, intanto, è previsto il Consiglio Comunale che si riunirà in seduta straordinaria d’urgenza per affrontare diversi temi tra cui la rinegoziazione dei mutui concessi dalla cassa deposito e prestiti relativi al secondo semestre del 2015.

Marco Antonini

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