OPPOSIZIONE A CERRETO CONTRO IL BILANCIO PORCARELLI

Opposizione unita contro il bilancio comunale che è stato approvato recentemente in consiglio a Cerreto d’Esi. La lista CambiaMenti e il Partito Comunista dei lavoratori sono sul piede di guerra per una serie di scelte che penalizzano i cittadini. “Ci sembra doveroso prendere le distanze da una gestione finanziaria molto dubbia, ingiusta e figlia di una filosofia politica passata. E’ evidente – spiega David Grillini – che è stato impostato nello stesso modo con cui i politici continuano ad esasperare le già provate tasche dei cittadini, con aumenti al massimo delle aliquote consentite per ogni tipo di imposta. Non si possono e non ha alcun senso finanziario – conclude-  aumentare le tariffe di chi ha bisogno dell’asilo nido o di chi ha la necessità di consumare pasti alla Casa Protetta e contemporaneamente continuare a sostenere le spese per le utenze degli impianti sportivi.” Poi l’affondo relativo ai conti in rosso del Comune. “Il 75% del debito è stato contratto da amministrazioni precedenti guidate dall’attuale Sindaco Porcarelli. E’ urgente tagliare la spesa corrente.” Intanto in città si parla di un possibile trasferimento dei dipendenti comunali ad altro ufficio. “E’ una decisione inopportuna, poiché operare una ristrutturazione di organico in un momento così pericoloso economicamente – conclude Grillini – significherebbe solo rallentare una macchina che già mostra oggettive difficoltà.” Anche Marco Zamparini punta il dito contro la giunta. Nel mirino le vendite di alcune proprietà comunali: immobili, lo studio dei dottori Giombi e Carlucci, alcune cappelline nel cimitero, due stabili nel centro storico, due in periferia e diversi terreni. “L’introito di queste fantomatiche vendite dovrebbe portare nelle casse del comune – spiega il consigliere del Partito Comunista – circa 480 mila euro da destinare per la realizzazione dei parcheggi e per la sistemazione delle strade. Facile far politica in questa maniera, aumentando tutto indiscriminatamente, vendere i beni comunali per far cassa, senza portare proposte, idee o suggerimenti futuri per riassettare un comune che sta sprofondando con tutto il barcone.”

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