TROTA MEDITERRANEA TORNA NEI FIUMI MARCHIGIANI

400 piccoli avannotti di trota mediterranea di circa 3 cm, nati nell’impianto ittiogienico di Cantiano tra febbraio e marzo 2015, sono stati introdotti nel torrente Bevano nei giorni scorsi in occasione della visita del monitor del progetto europeo Life+ Trota per la conservazione della specie. Il progetto, realizzato grazie ad un co-finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito dello strumento Life Plus, è promosso da Provincia di Pesaro e Urbino, Provincia di Fermo, Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Università Politecnica delle Marche, Università di Perugia e Legambiente. Obiettivo è quello di recuperare e conservare le ultime popolazioni native di trota mediterranea (Salmo macrostigma) in sette bacini fluviali della regione Marche. La trota mediterranea, unica trota originaria dell’Italia centro-meridionale, è infatti protetta dalla Direttiva Habitat in quanto considerata specie “in pericolo di estinzione” in Italia. “Grazie al progetto Life+ Trota abbiamo iniziato un’importante azione concreta di conservazione, che consiste nel “supportive breeding”, cioè il ripopolamento con trote nate in cattività da genitori mediterranei puri – ha dichiarato il Prof. Vincenzo Caputo Barucchi, dell’Università Politecnica delle Marche -. Nel corso di questo secondo anno di progetto sono stati stabulati con successo circa 200 pesci dai quali sono stati selezionati geneticamente circa 50 esemplari utilizzati per la riproduzione in cattività. Dalla “spremitura”, è così che in gergo viene chiamata la fase della riproduzione artificiale, sono nate circa 4.000 trotine che serviranno a rafforzare le popolazioni selvatiche di trota mediterranea che sono state “inquinate” geneticamente in seguito all’ibridazione con le trote domestiche di origine atlantica, immesse nei nostri fiumi a vantaggio della pesca sportiva”.

All’evento, a cui hanno partecipato gli staff tecnici del progetto, ne faranno seguito altri sette: due sul fiume Tenna, due sul fosso di Rapegna (fiume Nera), due sul torrente Fiastrone (Chienti) e un altro sul torrente Bevano. “Un progetto importante, questo del Life+ Trota, perché ci ha permesso di acquisire informazioni utili sulle comunità ittiche esistenti – ha dichiarato il Prof. Massimo Lorenzoni dell’Università di Perugia – anche scoprendo la presenza di molte specie che, oltre alla trota sono protette a livello Europeo come il barbo, il vairone, la lampreda padana e il gambero autoctono di fiume, specie ormai rara nei corsi fluviali italiani. Inoltre, grazie alle analisi chimico fisiche delle acque abbiamo potuto valutare i tratti di fiume con la più alta qualità ambientale e quindi maggiormente propensi ad ospitare popolazioni di trota autoctona. Da sottolineare, infine, che tutte le informazioni demografiche e biologiche acquisite sulle popolazioni di trota studiate saranno utili per migliorare la conoscenza e contribuire concretamente a porre in essere misure per la salvaguardia di questa specie”.

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