BARA IN GIARDINO, VICE QUESTORE: ‘NO ATTO SATANICO O INTIMIDAZIONE’

Tutto avrebbero pensato di trovare in quel giardino tranne una cassa da morto vuota. Gli addetti di Anconambiente hanno fatto la triste scoperta ieri in via XIII luglio di Fabriano. Nel cortile di una casa disabitata da diversi anni hanno notato qualcosa di strano. Solo avvicinandosi hanno capito di aver visto bene: una bara di legno era stata abbandonata nel giardino a pochi metri dalla strada che conduce allo svincolo della SS76 in direzione Foligno-Roma. Sul posto sono intervenuti i Vigili urbani e il Commissariato di Pubblica Sicurezza. Risolto, in poche ore, il giallo della bara incustodita. Si tratta, infatti, di una cassa di rovere, in cattive condizioni, senza zincatura e quindi non pronta per l’uso. E’ stata aperta dagli agenti della Polizia di Fabriano che hanno constatato che è vuota e non nasconde nulla di strano al suo interno. La casa dove è avvenuto il ritrovamento è disabitata da diverso tempo e si trova in una strada sterrata senza uscita. Dopo accertamenti è emerso che in quell’edificio, circa cinque anni fa, viveva una persona che poi si è tolta la vita. Si fa strada l’ipotesi che proprio quel soggetto abbia deciso di acquistare la bara prima di suicidarsi. Il Vice Questore Aggiunto Mario Russo ha contattato i proprietari fabrianesi dell’appartamento disabitato per lo smaltimento. Si tratta, infatti, di un rifiuto solido urbano a tutti gli effetti. “Il commissariato rassicura la cittadinanza – spiega il dottor Russo – perché dagli accertamenti fin qui fatti sono esclusi atti di intimidazione o atti satanici.” Sono stati gli operatori di Anconambiente a trovare quella bara nel giardino di una casa di via XIII luglio. Nemmeno un mese fa, invece, i volontari del Gruppo Micologico fabrianese scoprirono una discarica abusiva nei pressi dei Monticelli, sempre nel quartiere Piano. Quasi 700 cartucce cariche di vario calibro erano state gettate da ignoti nel bosco con un contenitore di plastica. Il Commissariato, giunto sul posto, aveva provveduto a sequestrare tutte le cartucce abbandonate dai cacciatori.

Marco Antonini