LIBERTÀ ETICA, LIBERTÀ DELL’INDIVIDUO – di Paolo Gionchetti

John Stuart Mill (1806-1873) era un noto economista britannico, studioso e fondatore del pensiero liberale e dell’utilitarismo. Il suo studio era un anello mentale di congiunzione tra le politiche sociali e l’individualismo, in una sistemazione teoretica da “riformismo liberale”. Non esitava a dire che “… il problema etico visto come un problema a se stante non riesce a vedere in esso un aspetto, sia pur notevole di problemi più vasti. Invano potremmo renderci ragione non solo dell’utilitarismo ma del problema morale in generale…” Appiattimento di tensione etica, nell’incapacità ripiegata tra il disinteresse e l’apatia, la dissidenza in rabbia sociale: purtroppo questa è l’aria di diffidenza astiosa che viene respirata dall’uomo moderno. L’anomia sociale è data con il declino della centralità nell’individuo che non deve risultare un piano simbolico di mercificazione redditizia. Il trionfalismo di un proprio pensiero ideologico può emanare, il più delle volte, diritti illegittimi, con effetto di deformazione della realtà, con un risultato molto spesso deleterio per un paese democratico e libero. I sintomi, quindi, per una controdeduzione nelle teorie o nelle forme d’espressione sono legittimi, pur sempre nel rispetto del prossimo escludendo a priori qualsiasi atto lesionante. Con le proprie motivazioni cognitive si possono apprendere informazione ed esaminarle con il proprio grado di giudizio, e con la più assoluta libertà del caso si può essere favorevoli o contrari. Questa è la connivenza “mentale” civile, che un individuo integra nella società. La dinamica inclusiva nel pensiero moderno si fa forza nell’oggetto, con la stessa forza e forma che ne prende in normativa dei valori, con l’obiettivo d’intenzioni del sapere. Una libertà “pulita”, senza retrovie di propri interessi strumentalizzati o ad atti intimidatori, è una condizione innegabile all’essere umano, ogni persona deve avere la più totale consapevolezza, che agendo nel giusto e marcando le proprie idee d’espressione, si è in pieno diritto alla concezione del “libero volere”. La libertà non è solo un concetto per una libera mercificazione dei propri bisogni ma una condizione esistenziale del proprio “io”, un naturalismo dispotico nella realtà.

Paolo Gionchetti