CONSIGLIO MARCHE APPROVA BILANCIO 2015 CON TAGLI MOLTO SEVERI

L’Assemblea legislativa delle Marche ha approvato il bilancio di previsione 2015 e pluriennale. L’atto è passato con 25 voti a favore, 13 contrari e due astenuti, i consiglieri di Ncd Francesco Massi, che si era astenuto anche sulla legge Finanziaria, e Mirco Carloni, che al momento della votazione sulla Finanziaria non era presente in aula. “Abbiamo cercato di costruire un bilancio adeguato e di scongiurare il rischio di esercizio provvisorio”. Lo ha detto il consigliere Pd Mirco Ricci, relatore di maggioranza del bilancio di previsione 2015 e pluriennale. ”E’ un bilancio che sconta tagli molto severi, costruito con una riduzione di risorse di 230 milioni di euro” ha aggiunto, mentre Fi srotolava uno striscione contro il Governo Renzi e il Pd.

Una situazione “emergenziale grave, in cui tutte le Regioni si trovano indifferentemente sullo stesso piano”, anche se le Marche in questi ultimi 10 anni hanno seguito un percorso virtuoso nei principali settori, sanità e trasporti, e con una riduzione del personale che “se dovesse seguire ci porterà all’inefficientamento”. Lo ha affermato l’assessore al Bilancio Pietro Marcolini nella sua relazione sul bilancio di previsione 2015 e pluriennale. “Abbiamo chiesto di essere differenziati sulla scorta dell’operato e la battaglia è aperta, non è vinta e non è persa”, ha aggiunto. “Ci troviamo davanti a un taglio di risorse inusitato: 4 miliardi di euro, 230 milioni per le Marche. La maggior parte delle Regioni non sarà in grado di costruire il bilancio e dovrà aumentare al massimo la pressione fiscale”. Lo ha detto il governatore delle Marche Gian Mario Spacca chiudendo il dibattito sul bilancio. “Dal 2009 al 2013 – ha ricordato – il taglio alle Regioni è stato del 38%, a cui si aggiunge il taglio drastico del 2014; il taglio alle Province è stato del 27%, ai Comuni del 14% nello stesso arco di tempo, il taglio alle amministrazioni centrali dello Stato del 12%”. “Questo bilancio si compone nell’unico modo possibile. Più di così non si poteva fare”. (Ansa)

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