SFIDA CANI-CINGHIALI, 7 DENUNCE. PRATICHE BARBARE

Avrebbero addestrato cani a combattere contro i cinghiali: per questo la Forestale ha denunciato per maltrattamento di animali sette persone, tra cui alcuni allevatori e proprietari di cani di razza Dogo argentino in Umbria (a Valtopina), in Lombardia e nelle Marche (una sfida è stata ripresa a Cagli). I denunciati registravano con telecamere e cellulari i combattimenti. Per gli organizzatori di combattimenti tra animali è prevista la reclusione da uno a tre anni e multe fino a 160 mila euro.

“Apprendo con soddisfazione la notizia dell’operazione coordinata dalla Procura di Urbino, che ha portato all’identificazione e alla denuncia di 7 allevatori e proprietari di cani di razza Dogo Argentino, addestrati al combattimento contro cinghiali”. Lo afferma la senatrice Pd Silvana Amati, impegnata da anni nelle battaglie per i diritti degli animali. ”Come segnalano da anni le associazioni animaliste, l’operazione conclusa oggi dimostra che queste pratiche inaccettabili e barbare sono ancora diffuse. E’ necessario – conclude la senatrice del Pd – adottare misure urgenti di contrasto, introducendo aggravanti nei casi in cui i responsabili di tali atti sono soggetti a cui è affidata la cura degli animali, come è il caso dei veterinari e degli allevatori, e sanzioni anche per chi partecipa come spettatore a questi atti di odiosa crudeltà”.

Soddisfazione per l’esito dell’indagine della Forestale viene espressa anche dalla Lav. ”Il fenomeno dei combattimenti tra animali è un fenomeno criminale multiforme e complesso con ambiti non ancora del tutto esplorati, come quelli relativi all’addestramento di cani alla lotta con altre specie” dice il criminologo Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio nazionale Zoomafia della Lav. (ANSA).