“NARCONON OVVERO SCIENTOLOGY? UN’OCCASIONE MANCATA” DI MOIRA MAZZONI

Riceviamo e pubblichiamo il punto della dottoressa Mazzoni a seguito dell’articolo apparso su l’Azione dopo la notizia – riportata anche dal nostro sito – dei festeggiamenti per il ventennale della comunità.

Riscontriamo l’articolo “Narconon, ovvero Scientology” a firma di Don Gino Pierosara, uscito su “L’Azione” del 5 luglio scorso. L’occasione dell’articolo è stata la lettura da parte del giornalista “nell’ultimo numero “L’Azione”, a pagina 12” di un articolo nel quale il direttore della Comunità Narconon Astore di Poggio San Romualdo invitava il pubblico a partecipare alla festa per il ventennale del centro. L’articolista, seguendo un logica “per saltum”, si pone l’interrogativo “ma cosa è Narconon?” 1) e scoperto che si tratta di una comunità per il recupero dei tossicodipendenti e alcolisti che si basa sul lavoro del sig. Hubbard, 2) comincia a raccontare la storia del sig. Hubbard come fondatore della religione di Scientology, 3) poi passa a parlare della religione di Scientology, 4) poi critica la prassi della Chiesa di Scientology posto che la assume come psicologicamente condizionante, 5) infine assume che la religione di Scientology non ha nessun rapporto con il Cristianesimo. Partiti dalla comunità per il recupero di tossicodipendenti, si è finiti al giudizio della Chiesa Cattolica su Scientology. Più che una argomentazione, sembra una figura retorica, trattata fra gli altri da Schopenhauer, nell’”Arte di avere ragione”: non potendo parlar male di un soggetto, si afferma l’identità fra quel soggetto e altro (“ovvero”) che si ritiene che sia conosciuto come negativo o facilmente criticabile e poi si discute solo di quest’ultimo. Infatti, la comunità Narconon per il recupero dei tossicodipendenti è sparita nell’articolo in quel “ovvero”. E’ la stessa tecnica argomentativa di alcune lobbies che stabiliscono una identità fra Chiesa Cattolica e i preti pedofili, oppure gli scandali dello IOR o i molti altri scandali … e poi parlano solo dei preti pedofili, dello IOR e dei molti altri … senza interessarsi ai Vangeli. E’ una cosa triste. I Narconon sono autonome associazioni Onlus socio assistenziali per il recupero di tossicodipendenti e alcolisti che si rifiutano di considerare “malato il tossicodipendente e l’alcolista”, si basano su un metodo di disintossicazione non medico e successivamente, superata l’astinenza, nella collaborazione con il soggetto sul programma per il recupero della sua dignità e del suo valore umano e il reinserimento nella famiglia e nella società. Il programma dura circa 5/6 mesi in comunità e poi segue il periodico monitoraggio per due anni del soggetto rientrato nella società. Il programma Narconon, fondato dal sig. W. Benitez ed utilizzato dagli stessi centri Narconon, si basa sul lavoro del sig. Hubbard ed è un programma assolutamente laico e, se il programma è seguito fino alla fine, i risultati sono statisticamente eccellenti. I centri Narconon collaborano con le istituzioni pubbliche e molti, oltre che come Onlus, anche come associazioni di promozione sociale o come enti ausiliari regionali. Operano in molte scuole organizzando conferenze per la prevenzione alla droga e con una certa frequenza sono eletti come luoghi in cui far espiare pena alternative o sostitutive in caso di reati connessi alla droga. La loro attività ha avuto moltissimi riconoscimenti pubblici e in alcune località collaborano sul soggetto droga con comunità religiose anche cattoliche. Stante la natura laica del programma, soci dei Narconon possono essere persone che professano qualsiasi religione (in Italia prevalentemente cattolici, ma i Narconon sono presenti anche in aree islamiche e in Asia) e l’adesione richiesta è esclusivamente allo scopo socio assistenziale. Il Narconon Astore ha celebrato i venti anni della sua vita e intorno a lui si è raccolta la comunità pubblica e privata che in questi venti anni ha visto, giorno dopo giorno, rinascere a nuova vita centinaia di esseri umani. Loro lo sanno. Dunque l’articolo è una cosa triste ed è anche una occasione mancata perché il giornalista poteva andare a vedere e sentire prima di scrivere e avrebbe dovuto farlo, soprattutto se quel Don, avanti il nome e parte del nome, significa sacerdote.

Dottoressa  Moira Mazzoni
Narconon Astore Onlus