IL SACCO DI ROMA – di Alessandro Moscè

Un decreto, appena firmato dal ministro Alfano, determina l’impiego di 500 militari in più a Roma. La proposta di un Daspo europeo riguarda i tifosi violenti e la preparazione di una nuova legge sulla sicurezza delle città e sul decoro urbano. Sono i primi provvedimenti del ministero dell’Interno all’indomani dei disordini dei tifosi olandesi in piazza di Spagna. Il Questore di Roma respinge le accuse sulla gestione delle forze dell’ordine e spiega: “Una delle criticità rappresentata alla polizia era che i tifosi del Feyenoord sono abituati a marciare in corteo per raggiungere lo stadio. Se fossimo intervenuti nella piazza con quel flusso di tifosi avremmo innescato una miccia spaventosa. Io, signori, morti non ne faccio. Non ci sono scene di massacri”. Sì, è vero, ma la capitale del mondo è stata devastata. La Barcaccia del Bernini, secondo il Sovraintendente, avrà danni permanenti. La mappatura delle scheggiature appena terminata ha rilevato 110 scalfitture. Secondo Confcommercio i danni ai negozi nella zona ammonterebbero a tre milioni di euro. Dobbiamo difendere le nostre città contro i vandali e preservare l’incolumità pubblica della gente. Da questo punto di vista non è la prima volta che l’Italia si trova impreparata. I responsabili olandesi vanno puniti con molta severità e durezza, perché il loro è stato un insulto alla civiltà, non solo a Roma e ai romani.

Il premier Renzi ha fatto bene a stigmatizzare a più riprese lo sconvolgente caso. Si registrano sottovalutazioni da parte del Comune che dovrà pretendere la condanna dei responsabili, ma anche organizzarsi meglio. Si sapeva che quei tifosi sono pericolosi, eppure non è stata approntata alcuna adeguata contromisura. La reiterata tendenza al gesto violento quando ci sono di mezzo le partite internazionali delle squadre di club, fa il paio con la mancata consapevolezza del valore dell’arte, della storia, dei simboli. In Italia come altrove. Il fenomeno, lo sappiamo, non riguarda solo un drappello di vandali, ma appunto la sicurezza del cittadino. Se viene meno questo sacrosanto diritto, si perdono le staffe. La sicurezza è avvertita sia come una sensazione, sia come qualcosa di molto concreto. E le due condizioni spesso non coincidono. In quest’ambivalenza il cittadino si può disorientare, è scritto nel decalogo della Polizia di Stato. Le migliori risposte alla popolazione da tutelare, non solo dal punto di vista operativo, va data promuovendo la conoscenza dei contesti più insidiosi che la vita incontra, al fine di trovarsi ben preparati a fronteggiare con equilibrio e rigore le situazioni. Speriamo che il sacco di Roma non si verifichi più in nessun’altra parte d’Italia. Ci rimette il Paese, ci rimettono tutti. Siamo stati sconfitti fuori dal campo, questa è la verità. Siamo stati a guardare, e non dovevamo permetterlo.

Alessandro Moscè