QUALITA’ DELLA VITA 2014, PODIO A RAVENNA, ULTIMA AGRIGENTO. E LE MARCHE CROLLANO

Un’inedita sul podio della Qualità della vita 2014: a conquistare il primo posto della classifica sulla vivibilità nelle province italiane è Ravenna, da anni nel gruppo di testa ma mai in zona medaglie, salvo nell’anno del debutto della ricerca, il 1990, quando arrivò terza dopo Belluno e Gorizia. La ricerca del Sole 24 Ore del Lunedì – che ogni anno confronta le performance delle province italiane tramite un’articolata serie di parametri suddivisi in sei capitoli d’indagine – festeggia la 25ª edizione. Un quarto di secolo di una competizione giocata sulle statistiche (e le relative pagelle) con le quali si è cercato di monitorare i progressi e i ritardi del territorio, aggiornando continuamente gli strumenti utilizzati per misurare la vivibilità. Quello che però non è cambiato è il divario che caratterizza lo sviluppo del Paese: è ancora netta la divisione tra un Nord che nonostante la lunga crisi in qualche modo se la “cava” e un Sud rallentato dalle emergenze sui fronti del lavoro, delle infrastrutture e dell’ambiente. Anche quest’anno fanalino di coda è infatti una provincia del Mezzogiorno, Agrigento: una maglia nera che ha già avuto modo di indossare nel 2007 e nel 2009. Ravenna scalza Trento, vincitrice dell’edizione 2013, soprattutto grazie agli alti voti ottenuti in materia di «Servizi, ambiente e salute» (dove è prima): la disponibilità di asili rispetto alla potenziale utenza è il doppio della media, il tasso di emigrazione ospedaliera non raggiunge il 3% (media 9%), l’indice di smaltimento cause civili è pari a 52 (media 38). Bene fa anche nel capitolo «Affari e lavoro» (ottimo rapporto tra impieghi e depositi e alto tasso di occupazione, 67%) e nella «Popolazione» dove spicca per il miglior rapporto tra under 15 e over 64 (121 contro 87). Bocciatura però al capitolo «Ordine pubblico»: le alte incidenze di denunce di furti in casa, scippi e borseggi, rapine la relegano al 103° posto. Una situazione, questa della sicurezza, che comunque accomuna molte province del Nord e grandi aree metropolitane. Su questo fronte si prende invece una rivincita l’altra protagonista della ricerca 2014: Agrigento sui reati può sfoggiare un 29° posto, grazie al basso tasso di denunce presentate rispetto alla popolazione. Nelle altre graduatorie di settore le posizioni più avanzate sono nel «Tenore di vita» (dove l’86° posto deriva tuttavia dal basso costo della casa) e nella «Popolazione» (90ª, grazie in particolare alla modesta incidenza di divorzi e separazioni, solo 36 ogni 10mila famiglie, contro una media di 53). Non passa i test nel «Tempo libero»(106ª sia nella graduatoria di settore sia nell’indice di sportività) , nei «Servizi» (103ª, con il verdetto peggiore nell’esame di Legambiente) e in «Affari e Lavoro» (102° gradino). E le Marche?

Crollano le province marchigiane con l’unica eccezione di Ascoli Piceno che sale dalla 51/a alla 46/ posizione, pur restando l’ultima fra quelle della regione. Macerata, al 13 posto, si conferma prima fra le marchigiane, ma perde cinque posizioni: nel 2013 era ottava. Seguono Pesaro e Urbino al 36/o posto (23/o, -13)) e Ancona al 40/o (25/o, -15).