BORIS RAPA: “UNA CICLOVIA SULLA FABRIANO-PERGOLA”. IL PUNTO DEL SINDACO

Fabriano – Una ciclovia sulla linea ferroviaria Fabriano-Pergola chiusa da circa 6 anni? Il sindaco Gabriele Santarelli dice no: “Non può essere una semplice interrogazione a dettare le linee di sviluppo del nostro territorio”, poi prende carta e penna per inviare una missiva alla Regione Marche dove oggi, martedì 15 ottobre, si discuterà, in consiglio, dell’interrogazione presentata da Boris Rapa, Uniti per le Marche, sulla linea interna da riqualificare. Il primo cittadino di Fabriano “esprime contrarietà anche per la modalità con la quale si pensa di decidere delle sorti di un territorio perché il testo dell’interrogazione non scaturisce da un confronto con gli amministratori dei Comuni sui quali la tratta ferroviaria insiste e questo rappresenta uno sgarbo istituzionale”. Santarelli considera fondamentale la linea Fabriano-Pergola per lo sviluppo dell’entroterra. “In un’area dove il cantiere della Pedemontana Fabriano-Sassoferrato ha festeggiato i 50 anni di incompiuta e dove l’unica via di collegamento è una strada provinciale che non ha le caratteristiche per sostenere il traffico di chi quotidianamente per lavoro e per motivi di studio si sposta da un territorio all’altro – dice – la ferrovia rappresenta un’infrastruttura fondamentale”. Attacca la Regione che “ha già tagliato i finanziamenti per il completamento della Pedemontana e ora non può rendersi protagonista di un’ulteriore ferita inferta a un territorio che sta pagando troppo duramente un isolamento geografico e politico che i cittadini avvertono ogni giorno in maniera sempre più prepotente”. Santarelli sottolinea che la tratta “è stata fatta morire con orari di servizio sbagliati per gli utenti e mettendola in competizione con le linee di pullman che percorrono lo stesso tragitto”. Poi l’affondo: “Prima di parlare di ciclovie, che avrebbero un senso se sviluppate parallelamente a una linea ferroviaria e non al posto della stessa, bisogna capire che visione vogliamo dare al sistema infrastrutturale dell’Appennino”. Da tempo si parla della linea per lo sviluppo turistico dell’entroterra. Nei piani del M5S c’è lo sviluppo di un progetto per la realizzazione di una ferrovia Subappennina in grado di unire 4 città universitarie: Urbino, Matelica, Camerino e Macerata.

L’interrogazione di Boris Rapa, Uniti per le Marche

“Inutile girarci intorno: non si può lasciare una linea ferroviaria in quelle condizioni è comunque un patrimonio collettivo che non va abbandonato. Occorre prendere una decisione: o si riattiva o si smantella, o si trasforma in ciclovia. Ma così non può rimanere” – afferma Rapa -. La riattivazione non ci sembra nei progetti di Rfi, sia per costi di ripristino e manutenzione e soprattutto di gestione del traffico su treno. Per inciso si segnala la necessità che occorrerebbe anche un aggiornamento del Piano Dei Trasporti Regionale. Resta quindi quella che riteniamo la soluzione più logica per garantire una fruizione pubblica utile ai cittadini, la trasformazione in pista ciclabile. Vari sono i motivi per tale scelta: il primo è proprio quello di dare una destinazione ad una infrastruttura che comunque ha un valore in termini generali; in secondo luogo, le piste ciclabili stanno diventando un modo di vivere il tempo, il turismo e la qualità della vita. Ricordiamo che sulle piste ciclabili nell’intera regione verranno investiti oltre 40 milioni di Euro per realizzare una rete che da quella lungo la costa Adriatica si addentra attraverso le nostre vallate fino alle zone montane contribuendo alla valorizzazione turistica di quei bellissimi luoghi. Noi siamo convinti – prosegue Rapa – che occorra anche progettare una “ciclovia montana“, da Urbino ad Ascoli, che colleghi il termine di queste trasversali verso l’Appennino, creando così un importante reticolo di percorsi per le due ruote che abbraccerebbe tutto il territorio marchigiano. Queste ciclabili poi potranno essere collegate con l’Umbria, l’Abruzzo, la Toscana e l’Emilia: insomma una “rete” interregionale con possibilità di lavoro ed occupazione nel settore del turismo e del tempo libero e non solo, nel segno della mobilità dolce e della sostenibilità ambientale. Tornando allo specifico i 39 Km di linea tra Fabriano e Pergola sono trasformabili facilmente, hanno una pendenza molto bassa e quindi utilizzabili anche da utenti con mobilità limitata. Per realizzare ciò occorre che la Regione acquisisca la linea ed a questo fine proporrò – conclude Boris Rapa – che si chieda che la linea venga dimessa definitivamente. Solo da quel momento sarà possibile procedere a un suo reale fruibilità a un suo positivo uso collettivo, ridando valore e funzione ad un bene pubblico ora abbandonato.

Marco Antonini